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PER ONORARE LA MEMORIA DI VITTORIO ARRIGONI

PER ONORARE LA MEMORIA DI VITTORIO ED A BENEFICIO DEI TANTI CHE NON CONOSCONO LE ORIGINI STORICHE DEI FATTI CHE LO HANNO PORTATO ALLA MORTE, HO DECISO DI RIPLUBBLICARE QUI I POST CHE AVEVO SCRITTO NEL CORSO DELL’AGGRESSIONE ISRAELIANA “PIOMBO FUSO” CONTRO L’INERME POPOLO PALESTINESE CHE VIVE NELLA STRISCIA DI GAZA.

“””04/01/2009 

GAZA: METODI NAZISTI DI UNA SEDICENTE DEMOCRAZIA.

           

Per  meglio comprendere e valutare ciò che avviene oggi nella Striscia di Gaza, non si può prescindere dall’analisi delle ragioni storiche, spesso ignorate dalla maggior parte dei cittadini, italiani e non solo, di un conflitto che da 60 anni insanguina quella terra.

     La cattiva coscienza del mondo, all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, quasi come atto risarcitorio nei confronti dei milioni di ebrei morti nei campi di sterminio nazisti, portò l’ONU, forse inconsapevolmente, in modo frettoloso, il 30 novembre 1947, ad approvare un piano di spartizione della Palestina allo scopo dichiarato di assicurare “due stati per due popoli”

     Il piano fu approvato dalle Nazioni Unite, a maggioranza, con 33 voti favorevoli e 10 astensioni ed assegnava, primo errore dell’ONU, il 56% del territorio agli Ebrei ed il 43% ai Palestinesi determinando, però,  di fatto e brutalmente, che almeno 250mila arabi sarebbero stati costretti, come in effetti avvenne, a lasciare le loro case ed intraprendere la strada dei campi profughi dai quali non fu mai concesso loro di rientrare.

     Il 14 maggio 1948, con la fine del protettorato inglese su quel territorio, venne proclamato unilateralmente, lo Stato di Israele. Ciò non fece altro che acuire i contrasti perchè i Palestinesi rigettarono, a quel punto, il piano di spartizione dell’ONU.

     Infatti, i territori che le Nazioni Unite avevano assegnato alla Palestina erano la Cisgiordania, Gerusalemme est e la Striscia di Gaza che, però, continuavano ad essere amministrati le prime due dalla Giordania e la terza dall’Egitto.

     Nel 1956, Israele, approfittando della crisi di Suez, attaccò l’Egitto ma venne, per fortuna,  fermato dalla comunità internazionale. Da subito, dopo questo episodio, si comprese la capacità aggressiva ed espansionistica, manu militare, del nuovo Stato.

     Nacque così, nel 1964, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (O.L.P.) che si prefiggeva lo scopo di dare la dignità di una propria rappresentanza ai Palestinesi, affrancandoli dalla dipendenza dai Paesi arabi.

     Nel 1967, scoppiò la guerra, detta dei sei giorni, con la quale Israele occupò la Striscia di Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme est. Nel 1973, Egitto e Siria attaccarono Israele. Fu la guerra del Kippur. Israele occupò il Sinai in Egitto e le alture del Golan in Siria. Solamente nel 1979, l’Egitto firmò un accordo di pace con Israele.

     Ebbero fine, così, i contrasti tra Israele e gli Stati arabi e, da questo momento in poi, allo Stato di Israele si contrappose solo l’O.L.P. .

     Nel 1982, Israele invase ed occupò la parte meridionale del Libano per distruggere, disse,  le basi palestinesi.

    Dal 1987 al 1992, i Palestinesi iniziarono contro Israele una forma di resistenza popolare chiamata “intifada”

     Nel 1993 furono firmati gli “Accordi di Oslo” ma restarono irrisolti i nodi principali da sciogliere: la nascita, dopo 45 anni dall’esistenza dello Stato di Israele, di uno Stato palestinese indipendente, il ritorno dei profughi palestinesi, il controllo delle risorse idriche e lo status di Gerusalemme.

     Nel 1994, anche la Giordania firmò un accordo di pace con Israele e nelle zone che dovrebbero diventare il futuro Stato palestinese incominciò una forma di autogoverno guidata dall’Autorità Nazionale Palestinese, con Arafat presidente.

     Mentre si riduceva la pressione internazionale per disinteresse dell’ONU, Israeliani e Palestinesi non riuscivano a trovare un accordo e la tensione ricominciò a salire sino a scatenare, nel 2000, dopo la provocatoria “passeggiata” dell’allora candidato premier Ariel Sharon sulla Spianata delle Moschee.

     Il conflitto, di fatto, incominciò a scemare dopo l’11 novembre 2004, alla morte di Arafat.

     Il governo israeliano e le principali potenze mondiali si dichiararono pronte ad un nuovo confronto con i Palestinesi.

     A gennaio 2005, venne eletto a successore di Arafat, Abu Mazen il dialogo riprese ed Israele decise di sgomberare la Striscia di Gaza, occupata dal 1967.

     L’esercito di Tel Aviv sgomberò con la forza i coloni israeliani che si erano installati e lasciò l’amministrazione ai Palestinesi.

     Il 25 gennaio 2006, però, le elezioni politiche in Palestina sancirono la vittoria del partito armato degli islamisti di Hamas.

     Oggi,  2009,  Israele è in agttesa di elezioni politiche previste per il 28 marzo per cui questi attacchi violenti e sconsiderati contro la Striscia di Gaza vengono considerati propaganda elettorale mentre, dopo 8 giorni di attacchi aerei e dell’invasione via terrestre dei carriarmati, sono morti oltre 440 palestinesi ed oltre 2000 i feriti tra cui,  molti,  gravissimi.

      

Per meglio comporendere l’esercizio muscolare di Israele nei confronti dei Palestinesi, è sufficiente ricordare che BEN 72 FURONO LE RISOLUZIONI DELL’ONU DI CONDANNA CHE ISRAELE NON HA MAI APPLICATO, NEMMENO UNA, GODENDO DELLA PROTEZIONE USA CHE PIU’ DI UNA VOLTA HA ESERCITATO IL SUO DIRITTO DI VETO IN SENO AL CONSIGLIO DI SICUREZZA, di fatto, non ha permesso nessun intervento per farle rispettare.

     Ed a proposito di Israele e del suo rispetto per le “REGOLE INTERNAZIONALI” e per le risoluzioni dell’ONU ma anche della sua pericolosità nucleare, è qui opportuno riportare quanto ha dichiarato Martin Van Crevel, professore di storia militare presso l’Università ebraica di Gerusalemme (http://www.rense.com/general34/esde.htm).  Nel corso di un’intervista avrebbe affermato che Israele ha la capacità di colpire con armi nucleari la maggior parte delle capitali europee: “””POSSEDIAMO DIVERSE CENTINAIA DI TESTATE NUCLEARI E DI MISSILI CHE POSSIAMO LANCIARE SU BERSAGLI IN TUTTE LE DIREZIONI, PERSINO VERSO ROMA. MOLTE CAPITALI EUROPEE SONO IL BERSAGLIO DELLA NOSTRA AVIAZIONE MILITARE”””.

     Lo stesso Crevel, avrebbe, inoltre, dichiarato che l’unica strategia significativa nei confronti del popolo palestinese è la “””DEPORTAZIONE COLLETTIVA””” e che l’attuale governo sta aspettando il momento giusto per farlo. Ed alla domanda se non si preoccupasse del giudizio e delle conseguenze internazionali qualora Israele attuasse tale deportazione di massa, Crevel avrebbe risposto citando quanto ebbe a dire l’allora Ministro della difesa israeliano Moohe Dayan “””ISRAELE DEVE ESSERE COME UN CANE RABBIOSO, TROPPO PERICOLOSO DI IMPORTUNARE. COMUNQUE LE NOSTRE FORZE ARMATE SONO LA SECONDA O TERZA POTENZA DEL MONDO. ABBIAMO LA CAPACITA’ DI PORTARE IL PIANETA ALLA DISTRUZIONE INSIEME A NOI E VI GARANTISCO CHE E’ QUELLO CHE SUCCEDERA’ PRIMA CHE ISRAELE SPARISCA”””.

     Per fortuna, non sono queste le dichiarazioni del grande scrittore ebreo David Grossman,    che ha perso un figlio in guerra,  “””ISRAELE HA DEI NEMICI CHE E’ IMPORTANTE ASCOLTARE”””, e di Adam Keller,      leader del gruppo pacifista israeliano Gush Shalom.. Adam Keller, raffigurato a fianco in una manifestazione di questi ultimi giorni, ha puntato l’attenzione sul collegamento tra le operazioni militari attualmente su Gaza e le prossime elezioni politiche in Israele. Infatti, egli ha sostenuto che la ministro degli esteri Tzip Livni e quello della difesa Ehud Barak, due dei principali candidati, hanno avuto in questi giorni una notevole ribalta mediatica che potrà trasformarsi in vantaggio elettorale alle prossime elezioni.

     Se così fosse, e forse lo è, quella di Gaza non è altro che una arrogante carneficina elettorale portata avanti con una logica ed una metodologia che avrebbe fatto invidia anche ai nazisti; un cosciente massacro del popolo Palestinese che tende solamente a bloccare anche il processo di pace ed a destabilizzare l’area rafforzando i due fronti integralisti, quello arabo e quello israeliano, prima che Bush, il teorico della guerra preventiva, esca dim scena e si insedi il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

     Intanto centinaia, forse migliaia di cittadini, vecchi, donne e balbini sono già morti e forse altri ne moriranno mentre nei giorni scorsi una nave pacifista di “FREE GAZA””” è stata speronata dalla Marina israeliana, piratescamente, in acque internazionali di frontge alla città di Haifa. A bordo della nave c’erano anche 4 medici ed una tonnellata di materiale sanitario destinato agli ospedali di Gaza dove i cittadini palestinesi, se non muoiono per gli effetti del fuoco israeliano, muoiono per mancanza di assistenza medica e di medicine.

     Il  “cane rabbioso”  di cui parlava Dayan, non si è limitato solo ad abbaiare mostrando i denti. Ha lacerto le carni vive dei civili inermi, con buona pace del nostro ministro degli esteri che ha parlato di diritto all’autodifesa di Israele. “””LA SECONDA O TERZA POTENZA MILITARE DEL MONDO””” contro “””UN ESERCITO DI STRACCIONI””” che, spesso, ha solamente i sassi da lanciare contro gli INVASORI.

     Questo è il concetto di democraziua propagandato dal governo italiano ed acriticamente accettato ed ingoiato, senza fare juna piega, dall’opinione pubblica che non c’è, neanche tra i miei interlocutori, i quali preferiscono parlare, scrivere e riflettere di altro che non richiede molto impegno sociale e morale.

     Ma, per cortesia, NESSUNO CONFONDA IL “””POPOLO EBREO””” CON LO STATO DI ISRAELE!!!

                                                                 A  G  G  I  O  R  N  A  M  E  N  T  O

05/01/2009:  Come previsto, gli USA si sono opposti alla risoluzione contro Israele che era stata presentata, per la discussione, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dalla Libia. (NEMESI STORICA! N.d.R. 30.04.2011).

     Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha avuto parole durissime per Israele, condannando le uccisioni di civili palestinesi e parlando di “SITUAZIONE DA INCUBO” a Gaza. 

     Ciò mentre l’ambasciatore USA all’ONU Khalilzad faceva sapere che gli USA si opporranno a qualsiasi risoluzione di condanna dello stato israeliano!

     Intanto, un’agenzia delle 08,43 di stamani informa che “””L’ESERCITO ISRAELIANO E’ ORMAI ARRIVATO FINO ALLA PERIFERIA DI GAZA CITY ATTACCABDO CON I CARRI ARMATI. VIOLENTI COMBATTIMENTI TRA MILITARI ED I MILIZIANI DI hAMAS SI SONO SVILUPPATI ATTORNO AL CENTRO ABITATO CHE VIENE COLPITO DALL’ARTIGLIERIA.ALMENO 500  PALESTINESI, FRA I QUALI 87 BAMBINI, SONO RIMASTI UCCISI DALL’INIZIO DELL’OPERAZIONE “PIOMBO FUSO”. “””.

     E, naturalmednte, il ministro Livni continua ad assicurare cge Israele sta conducendo un’operazione difensiva. SOLO LE FACCE DI BRONZO POSSONO FARE SIMILI AFFERMAZIONI!!!


     

VITTORIO: ULTIME NOTIZIE.

    

     La prima notizia di stampa, letta stamani, mi ha portato a visitare il Blog di Vik dove, quasi pietrificato, ho potuto leggere il suo ultimo post pubblicato qualche giorno prima di essere ucciso, il 12 aprile 2011, dal titolo “””IL POGROM DI AWARTA””” , per denunciare lo stato d’assedio al quale da 31 giorni era sottoposta la popolazione di Awarta in seguito all’omicidio di 5 coloni israeliani dell’insediamento ILLEGALE di Itamar.  Sequestri, interrogatori, lancio di granate e violenze di ogni tipo continuano ad essere la normalità, da oltre un mese, per il piccolo villagio palestinese.

                                                   “””IL  POGROM DI AWARTA”

12.04.2011

“””Per il 31esimo giorno consecutivo dopo il massacro dei 5 coloni dell’insediamento illegale di Itamar,  IL VILLAGIO DI AWARTA RIMANE SOTTO ASSEDIO.

     UN VERO E PROPRIO POGROM COMPIUTO DALL’ESERCITO ISRAELIANO (spesso col sostegno dei coloni, la frangia più estremista e razzista del regime sionista di Tel Aviv), che ogni notte compie raid e rapisce civili palestinesi.

     150 donne sono state condotte con la forza via dal villegio nelle vicine basi militari per essere sottoposte a interrogatori e a test del DNA. Fra loro ci sono donne incinte, vecchie ultraottantenni, bambine.

     Durante i raid notturni i soldati israeliani danno sfogo alla loro natura di vandali LANCIANDO GRANATE, sfondando porte, SPACCANDO FINESTRE, DISTRUGGENDO CASE e SCORTE ALIMENTARI.

     A oggi, 71 palestinesi di Awarta risultano ancora sequestrati da qualche parte in Israele, fra di loro c’è anche Julia Mazen Awwad, 14 anni.

     Nella foto, la sorella di Julia, 6 anni, presa a calci dai soldati mentre cercava di impedire l’arresto della madre e della sorella.

     Restiamo Umani

     Vik da Gaza city “”” 


     Ho poi cercato, trovato e letto il testo pubblicato il 17 aprile a cura del portavoce dei coloni di Hebron che, richiamandosi alla Torah, invoca un castigo esemplare per i Palestinesi e, ovviamente, per i loro amici.

     E se fosse stato questo comunicato ad accendere il desiderio di intascare la vecchia taglia dei razzisti americani che non fu mai revocata dal tempo di “piombo fuso” nei riguardi di Vittorio Arrigoni?

     Per quanto mi riguarda è più di un sospetto!


     Ecco il delirante testo del portavoce dei coloni che moltiplica per mille la rappresaglia neonazista israeliana nei confronti dei Palestinesi:

“””I macellai di Awarta NON DEVONO POTER VIVERE ANCORA. Devono essere giudicati e giustiziati quanto prima. Come affermano i versi della Torah, il male deve essere bruciato. Coloro che li hanno aiutati, prima e dopo il massacro, DEVONO MORIRE. Non ci può essere pietà alcuna per per chi partecipa ad un massacro. L’intero villagio, Awarta, deve essere raso al suolo e dato alle fiamme, tutti i suoi concittadini espulsi verso il Libano o l’Egitto. Perchè tutti lo sapevano e non hanno fatto niente. E il posto deve rimanere cenere, come l’Hametz, un monito eterno per rendere chiaro che gli ebrei non sono miti, che sappiamo cosa fare e come farlo, quando è necessario.

     Ma non lontano da lì, nei pressi di Itamar, lo Stato di Israele deve costruire una nuova città, che chiameremo Fogel (è il nome della famiglia dei coloni uccisi, (NdR), innalzando CINQUANTAMILA CASE – DIECIMILA PER OGNI MEBRO DELLA FAMIGLIA FOGEL ASSASSINATO”””.

                      

*****

     Per fortuna, oltre a questa vergognosa prosa delirante, normale nel linguaggio dei neonazisti-razzisti criminali israeliani,  ci sono altre notizie di altro tenore:


– Il Presidente palestinese, Abu Mazen, ha reso un omaggio ufficiale postumo a Vittorio al quale è stata conferita        la “MEDAGLIA DI GERUSALEMME” come “ESPRESSIONE DI GRATITUDINE PER GLI SFORZI AL SERVIZIO ALLA    CAUSA PALESTINESE”.


– L’Associazione Giovanile per lo sviluppo di Hebron, in Cisgiordania, ha intitolato un giardino presente nella              zona ovest della città al nostro Vittorio. Il sindaco, Rabet Al-Omla, ha presenziato all’inaugurazione, ringraziando l’Associazione per la sua iniziativa di commemorare e rendere onore a Vittorio Arrigoni.


– Larga eco hanno avuto le vibranti, commosse e commoventi parole proniciate durante il funerale di Vittorio          dall’Arcivescovo di Gerusalemme, monsignor Cappucci: “PER NOI VITTORIO E’ UN MARTIRE, UN EROE E UN SANTO; COME UN VESCOVO HA DIFESO IL SUO GREGGE E IL SUO GREGGE ERA IL POPOLO PALESTINESE”.


– Ad Alessandria, in Piemonte, la prima edizione del “Festival Pop della Resistenza”, ideato dal drammaturgo e cantautore Piero Alloisio, è stata dedicata alla memoria di Vittorio Arrigoni.


– Stupendo, per contenuto ed ampiezza, il servizio, due pagine intere (6 e 7,) dedicato a Vittorio da “il Fatto                     Quotidiano”!


     Ciao Vik, forse avrà ragione tua mamma quando sottolinea che “Vittorio non è nè un eroe, nè un martire ma solo un ragazzo che ha voluto riaffermare con una vita speciale che i diritti umani vanno sempre rispettati e difesi” e tu lo hai fatto in maniera egregia lasciando, per questo, la vita.


     Mentre il tuo motto, “Restiamo Umani” è già diventato un modo di dire per tutti coloro che, nonostante tutto, cercano e desiderano la pace e la fraternità tra tutti i popoli, mi congedo da te riaffermando che per me resterai per sempre un carissimo amico, un normale amico SPECIALE che non potrò dimenticare!

                                                  


OGGI CI CONGEDIAMO DA VITTORIO

     Dopo la veglia funebre di ieri sera per “VIK UTOPIA”, come lui amava chiamarsi, alla quale hanno partecipato molti suoi amici e concittadini, oggi pomeriggio, alle 16,30, saluteremo per l’ultima volta Vittorio.

     Ma non sarà un addio perchè la sua memoria ed i suoi “sogni” resteranno scolpiti nei nostri cuori e, soprattutto, nelle nostre coscienze ad arricchire il nostro patrimonio ideale, il nostro concetto di pace, di giustizia, di libertà e di democrazia.

     Si prevede che molti saranno i cittadini, oltre ai suoi tantissimi amici, che parteciperanno al momento del distacco. Sicuramente, oltre a quelli italiani, arriveranno amici di Vik dalla Spagna, dall’Irlanda e dalla Francia mentre, nell’ora precisa dei funerali, in Piazza Taksim, il cuore della città di Istambul, ci sarà una manifestazione organizzata da diversi gruppi impegnati a portare sostegno ed aiuti alle popolazioni della Striscia di Gaza dove Vittorio era ormai di casa. Si tratterò di una manifestazione silenziosa, senza bandiere, come lui avrebbe sicuramente voluto che fosse e senza sigle di organizzazioni al di fuori di quella di “AMICI TURCHI DI VITTORIO”.

     La cerimonia in Turchia avrà le stesse caratteristiche di quella laica in Italia ed avrà come filo conduttore quello che è sempre stato il messaggio di pace di Vittorio: “STAY HUMAN”, Restiamo Umani.

     Tutto ciò, comunque, avverrà nell’assordante silenzio dei cosiddetti rappresentanti istituzionali, Presidente della Repubblica compreso, quelle autorità che violano la Costituzione contrabbandando le guerre per missioni di pace, celebrano come eroi i mercenari ed i violenti ma non riconoscono nè l’opera, nè gli ideali dei veri messaggeri ed operatori di pace.

     Per il messaggio che ne deriva, sono personalmente indignato per l’assenza ufficiale di queste istituzioni filosioniste difronte alla bara di un vero UOMO che ha speso la sua giovane vita per la pace nel mondo e per offrire aiuto alle popolazioni colpite dalla guerra e dalla violenza indiscriminata. Resto convinto, però, che Vittorio sarà contento di non vedere il suo sacrificio contaminato dalla presenza di personaggi non graditi e non stimati!

     Noi, carissimo Vik, ti ricorderemo per aver raccontato e documentato la sorte dei bambini uccisi a Gaza, la condanna severa e senza riserve della politica inumana, razzista e di appartheid dei governi israeliani che si sono succeduti e delle violenze e dell’arroganza dei coloni che espropriano, con la forza e la complicità del governo, le terre ed i diritti di una intera popolazione, quella palestinese, nell’indifferenza mercantile ed interessata sia dell’Europa che degli Stati Uniti, anche questi di Obama su cui erano state poste tante speranze, e dell’impotenza, e quindi dell’inutilità della sua esistenza, dell’ONU che non è mai stata in grado di far rispettare dai neonazisti israeliani NESSUNA delle numerose risoluzioni votate a tutela dei Palestinesi.

     Ciao, Vittorio. Riposa in pace tra i giusti, i pacifici e gli onesti della terra.

     Noi cercheremo, secondo il tuo messaggio, di restare umani ma ti assicuro che in questa Italia, governata da “caimani”, affaristi, delinquenti impuniti e parassiti, dove quotidianamente si cerca di sovvertire con mille magagne vergognose la legalità costituzionale e dove, cosa inaudita, si paragonano i magistrati della Procura, non solo dai servi ma anche da chi li istruisce e li comanda, ai “brigatisti rossi” e si pretende di insegnare nelle scuole di Stato disastrate “Faccetta nera”, NON SARA’ FACILE continuare a RESTARE UMANI di fronte allo sfacelo senza limiti dello Stato di diritto e, quindi, della democrazia, della libertà e della legalità.

     NON TI DIMENTICHEREMO!!!

                                                                        ORE 20:  A G G I O R N A M E N T O

     La cerimonia religiosa è stata concelebrata dal parroco,dal vicario episcopale e

dall’arcivescovo emerito di Gerusalemme mons. Hilarion  Capucci. Subitio dopo il rito religioso è incominciato il ricordo laico di amici e compagni, molti dei quali giunti dall’estero e da tutta Italia,  per rendere onore al compagno di lotta  civile “Vik Utopia”.

     Il corteo funebre, occhi lucidi, applausi e le due dita in V, non di vittoria ma di VITTORIO, sono stati quindici sindaci della zona e subito dietro i familiari e gli amici.

     Ciao, Vittorio. Ora sappiamo che non ti rivedremo più ma continueremo a sentirti parte dei nostri ideali di vita!!!

DUE IMMAGINI DEL FUNERALE (Foto ANSA):

                              

VITTORIO E’ TORNATO A CASA

Accompagnato, sin dalla partenza da Gaza, dal suo più caro amico Osama  , il feretro di Vittorio Arrigoni, “VIK UTOPIA” come amava definirsi, è rientrato a Bulciago (Lecco), suo paese d’origine, in forma strettamente privata, per l’ultimo abbraccio della sua famiglia, della sua adorata e forte mamma, e della sua comunità.

     La salma è stata trasferita nella casa di famiglia dove resterà sino ai funerali previsti per le ore 16,30 di domenica prossima, Pasqua, nella chiesa parrocchiale.

     Dopo i funerali religiosi, è previsto anche un momento di raccoglimento laico con i suoi amici che, si prevede, arriveranno non solo da tante parti d’Italia ma anche da tante località europee.

     La famiglia ha rivolto un caloroso appello a tutti gli amici di non inviare fiori per il funerale ma di devolvere le somme in favore del Popolo palestinese!

     La mamma di Vittorio, Egidia Beretta, stando ad alcune agenzie di stampa, avrebbe dichiarato che prenderà parte alla prossima missione della Freedom Flotilia per Gaza  perchè “””VOGLIO VEDERE LA GAZA CHE MIO FIGLIO AMAVA TANTO E PER CUI SI E’ SACRIFICATO. VOGLIO INCONTRARE LA BRAVA GENTE CHE VIVE LA’ E DI CUI MIO FIGLIO VITTORIO PARLAVA SEMPRE. IL SUO LAVORO CONTINUERA’ ATTRAVERSO I SUOI AMICI”””.

     Una sconosciuta bloger, mamma precaria ha scritto nel suo blog:                                                                                                                                “””IN MORTE DI VITTORIO ARRIGONI”

“Qualche anno fa, quando venne attuato il massacro pianificato della gente di Gaza, ho scritto una specie di “canzone”. Non c’entra niente con la maternità, e poco con la precarietà, ma mi è tornata in mente perchè oggi quel popolo è ancora più solo. Sono riusciti a tappare una bocca, quella di Vittorio Arrigoni… Non potrà più scrivere, non potrà più testimoniare, non potrà più gridare con rabbia: RESTIAMO UMANI.

     Per quel che valgono, vorrei dedicare a lui queste righe…

                  

Le mie mani si sono arrese                                                                                                                       e al corpo massacrato                                                                                                                          oramai sono abituato                                                                                                                      sono solo un palestinese.

Sasso contro carro armato,                                                                                                                  pietra frutto del deserto,                                                                                                                     lanciatore ormai esperto,                                                                                                                   la bomba non ho fermato.

Qualche anno oppure un mese                                                                                                             poca la vita che porto via                                                                                                                   dalle macerie di casa mia.                                                                                                                   ma ero solo un palestinese.

Ancora senti la mia voce                                                                                                                         perchè ho gridato forte                                                                                                                    quando ho visto la mia morte                                                                                                              esplodere feroce.

Donna uomo o bambina                                                                                                                        per quello che si vede                                                                                                                    io sono carne  sul marciapiede.                                                                                                             La mia colpa è Palestina.

Non ho nemmeno un po’ di terra                                                                                                            dove essere sepolto                                                                                                                       quel che avevo mi è stato tolto,                                                                                                               è un furto chiamato guerra.

Mentre decidi ragione e torto,                                                                                                             tu che scegli sul giornale                                                                                                                   dove sta il bene e dove sta il male,                                                                                                   semplicemente sono morto.

Ma niente sarà più come prima                                                                                                             nella tua piccola coscienza,                                                                                                          perchè sei complice della violenza                                                                                                         che cancella la Palestina.

Le mie mani si sono arrese                                                                                                                  resta solo un’eco di rabbia                                                                                                                che si scioglie nella sabbia.                                                                                                                   Ero solo un palestinese..

Precariamamma”””

Un modo veramente semplice e commovente di ricordarti, Vittorio, un modo come sarebbe piaciuto a te che, in modo quasi profetico, parlando della tua morte avevi detto che avresti voluto essere seppellito “SOTTO NESSUNA BANDIERA” per “ESSERE RICORDATO PER I TUOI SOGNI.

“””DOVESSI MORIRE, TRA CENTO ANNI, VORREI CHE SULLA MIA LAPIDE FOSSE SCRITTO CIO’ CHE DICEVA NELSON MANDELA: ”Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare” “””

     Sì, caro Vittorio, tu sei un vincitore perchè non hai mai smesso di sognare e l’anonima mamma precaria ha saputo interpretare i tuoi sogni e sicuramente li trasmetterà alla sua bambina perchè siano anche i suoi in tua memoria.

LA SALMA DI VITTORIO ARRIGONI E’ ARRIVATA A ROMA. I FUNERALI A BULCIAGO DOMENICA DI PASQUA.

     La salma di Vittorio Arrigoni, contrariamente alle previsioni, è giunta ieri sera a Roma con un aereo Alitalia proveniente dal Cairo avvolta da bandiere palestinesi con sopra una piccola corona di fiori su c’era la scritta: “VITTORIO, WE WILL NEVER FORGET YOU”.

     Oggi dovrebbe essere eseguita l’autopsia secondo le disposizioni impartite dalla Procura di Roma che ha aperto un fascicolo sulla vicendo ipotizzando il reato di sequestro di persona a scopo terroristico aggravato dalla morte dell’ostaggio.

     Prima della partenza della salma con destinazione Il Cairo, a Gaza, si era tenuta una toccante commemorazione funebre

alla quale ha partecipato la sua fidanzata

     Anche a Roma, davanti all’istituto di medicina legale dove oggi il Prof. Paolo Albarello eseguirà l’autopsia, ieri sera si sono accese le prime fiaccole di una piccola folla di manifestanti che, come testimonia un’ANSA delle 23,10, ha reso omaggio al nostro pacifista, trucidato dalla follia omicida, affermando con una sola voce: “Vittorio non ti dimenticheremo”.

     All’ingresso dell’obitorio è stata posta una grande foto di Vittorio vicino alla bandiera della Palestina e Hannoun Mohammad dell’associazione Palestinesi in Italia, continua a ripetere: “Chiediamo scusa a tutti gli Italiani ed a tutti gli amici di Vittorio. Avremmo dovuto difenderlo da un gruppo di assassini. Vittorio è sempre stato in Palestina, ha lottato per il nostro popolo e noi continueremo a portare il suo messaggio.”

    Come già detto, i funerali di Vittorio si svolgeranno il 24 aprile, giorno di Pasqua, alle ore 16,30, a Bulciago (Lecco), paese d’origine di Vik.

     Intanto a Gaza City, c’è già il primo murales dedicato a Vittorio

CIAO, VITTORIO. NEANCH’IO TI DIMENTICHERO’: RESTIAMO UMANI!!!                                     

PER SALUTARE VITTORIO, UN EROE UMANO

La gente di Gaza, soprattutto i giovani, i ragazzi ed i bambini palestinesi per i quali era un amico, un compagno di giochi, un fratello maggiore, qualche volta, un padre, continueranno a vegliare la salma di  Vittorio Arrigoni nella bara avvolta nel Tricolore ma anche nella bandiera Palestinese sino a domani quando dovrebbe lasciare per sempre quella terra  e rientrare in Patria attraverso la frontiera con l’Egitto per evitare, anche da morto, di attraversare quel territorio ursupato e calpestato dai neonazisti che governano da oltre 60 anni quella parte di Palestina sottratta ai legittimi proprietari con l’avallo dell’ONU e della cattiva coscienza  degli Stati che parteciparono a quella spartizione territoriale coatta quale atto risarcitorio nei confronti degli Ebrei perseguitati dai nazisti tedeschi.

 

Credo che il modo migliore per ricordare ed onorare la memoria di Vittorio, questo grande eroe umano, sia quello di pubblicare una delle cronache pubblicate nel suo blog e che fa parte del libro edito da “Manifestolibri” col titolo di “Gaza” a pag. 51:

           “””FIONDE CONTRO BOMBE AL FOSFORO BIANCO”””

                                          7 gennaio 2009

     “””PRENDI DEI GATTINI, DEI TENERI MICETTI E METTILI DENTRO UNA SCATOLA””” mi dice Jamal, chirurgo dell’ospedale Al Shifa, il principale di Gaza, mentre un infermiere appoggia per terra dinanzi a noi proprio un paio di scatoloni di cartone, coperti di chiazze di sangue. “””SIGILLA LA SCATOLA, QUINDI CON TUTTO IL TUO PESO E LA TUA FORZA SALTACI SOPRA SINO A QUANDO SENTI SCRICCHIOLARE GLI OSSICINI, E L’ULTIMO MIAGOLIO SOFFOCATO”””. Fisso gli scatoloni attonito, il dottore continua “””CERCA ORA DI IMMAGINARE COSA ACCADREBBE SUBITO DOPO LA DIFFUSIONE DI UNA SCENA DEL GENERE, LA REAZIONE GIUSTAMENTE SDEGNATA DELL’OPINIONE PUBBLICA MONDIALE, LE DENUNCE DELLE ORGANIZZAZIONI ANIMALISTE…””” il medico continua il suo racconto e io non riesco a spostare un attimo gli occhi da quelle scatole poggiate ai miei piedi. “””ISRAELE HA CHIUSO CENTINAIA DI CIVILI IN UNA SCUOLA COME IN UNA SCATOLA, DECINE DI BAMBINI, E POI L’HA SCHIACCIATA CON TUTTO IL PESO DELLE SUE BOMBE. E QUALI SONO STATE LE REAZIONI DEL MONDO? QUASI NULLA. TANTO VALEVA NASCERE ANIMALI, PIUTTOSTO CHE PALESTINESI, SAREMMO STATI PIU’ TUTELATI”””. 

     A questo punto il dottore si china verso una scatola e me la scoperchia davanti. Dentro ci sono gli arti mutilati, braccia e gambe dal ginocchio in giù o interi femori, amputati ai feriti provenienti dalla scuola delle Nazioni Unite Al Fakhura di Jabalia, più di cinquanta finora le vittime. Fingo una  telefonata urgente, mi congedo da Jamal, in realtà mi dirigo verso i servizi igienici, mi piego in due e vomito. Poco prima mi ero intrattenuto in una discussione con il dottor Abdel, oftalmologo, circa i “rumors”, le voci incontrollate che da giorni circolano lungo tutta la Striscia secondo le quali l’esercito israeliano ci starebbe tirando addosso una pioggia di armi non convenzionali, vietate dalla Convenzione di Ginevra. Cluster bombs e bombe al fosforo bianco. Esattamente le stesse che l’esercito di Tsahal utilizzò nell’ultima guerra in Libano e l’aviazione USA a Falluja, in violazione delle norme internazionali.

     Davanti all’ospedale Al Awda siamo stati testimoni (e abbiamo filmato) dell’utilizzo di bombe al fosforo bianco, cadute a circa cinquecento metri da dove ci trovavamo, troppo lontano per essere certi che sotto gli Apache israeliani ci fossero dei civili, ma tremendamente troppo vicini a noi. Il Trattato di Ginevra del 1980 prevede che il fosforo bianco non debba essere usato direttamente come arma di guerra nelle aree civili, ma solo come fumogeno o per l’illuminazione. Non c’è dubbio che utilizzare quest’arma sopra Gaza, una striscia di terra dove si concentra la più alta densità abitativa del mondo, è già un crimine a priori.

     Il dottor Abdel mi ha riferito che all’ospedale Al Shifa non hanno la competenza militare e medica specialistica per comprendere se alcune ferite di cadaveri che hanno esaminato siano state prodotte effettivamente da armi illegali. A detta sua però, in venti anni di mestiere, non ha mai visto casi di decessi come quelli portati all’ospedale nelle ultime ore. Mi ha spiegato di traumi al cranio, con fratture a vomere, mandibola, osso zogpmatico, osso lacrimale, osso nasale e osso palatino che indicherebbero l’impatto di una forza immensa sul volto della vittima. Quello che, dal suo punto di vista è totalmente inspiegabile, è la totale assenza di globi oculari, che anche in presenza di traumi di tale entità dovrebbe rimanere al loro posto, almeno in tracce, all’interno del cranio. Invece stanno arrivando negli ospedali palestinesi cadaveri senza occhi, come se qualcuno li avesse rimossi chirurgicamente prima di consegnarli al coroner.

     Israele ci ha fatto sapere che da oggi ci è generosamente concessa una tregua ai suoi bombardamenti di 3 ore quotidiane, dalle 13 alle 16. Queste dichiarazioni dei vertici militari israeliani vengono prese dalla popolazione di Gaza con la stessa fiducia di quella dei leaders di Hamas quando dichiarano di aver fatto strage di soldati nemici. Sia chiaro, il peggior nemico dei soldati di Tel Aviv sono gli stessi combattenti sotto la stella di Davide. Ieri una nave da guerra, al largo del porto di Gaza, ha individuato un nutrito gruppo di guerriglieri della resistenza palestinese che si muoveva compatto intorno a Jabalia e ha cannoneggiato. Erano invece dei loro commilitoni, risultato: 3 soldati israeliani uccisi, una ventina i feriti. Alle tregue sbandierate da Israele qui non ci crede ormai nessuno, infatti alle 14 di oggi Rafah era colpita dall’aeronautica e a Jabalia l’ennesima strage di bambini: tre sorelline di 2,4 e 6 anni dedlla famiglia Abed Rabbu.

     Sempre a Jabalia una mezz’ora prima erano le nostre ambulanze sotto attacco. Eva e Alberto, miei compagni dell’Ism, che si trovavano a bordo, hanno videodocumentato l’accaduto, passando poi i video e le foto ai maggiori media. I cecchini israeliani hanno gambizzato Hassan, fresco di lutto per la morte del suo migliore amico, Araf, il paramedico ucciso due giorni fa mentre soccorreva i feriti a Gaza City. I miei compagni sull’ambulanza della mezza luna rossa, che si erano fermati a raccogliere il corpo di un ferito agonizzante in mezzo alla strada, sono stati bersagliati da una decina di colpi. Un proiettile ha colpito alla gamba Hassan  e ridotto l’ambulanza a un colabrodo.

     Andando verso l’ospedale di Al Quds, correndo su uno dei pochi taxi temerari che zingzagando ancora sfidano il tiro a segno delle bombe, ho visto fermi a un angolo di strada un gruppo di ragazzini sporchi, coi vestiti rattoppati, tali e quali ai nostri <“sciuscià” del dopoguerra. Con delle fionde lanciavano pietre verso il cielo, in direzione di un nemico lontanissimo e inavvicinabile che si fa gioco delle loro vite.

     La metafora impazzita che fotografa l’assurdità di questi tempi e di questi luoghi.   RESTIAMO UMANI “””

      (I bambini morti di cui si parla nell’articolo) 

                          (Vittorio amico dei più indifesi)

Ciao, Vittorio!!!

MANIFESTAZIONI DI CORDOGLIO PER VIK

 

    Il barbaro e vigliacco assassinio di Vittorio Arrigoni ha destato molto cordoglio non solo in Italia ma anche all’estero sia da parte dei rappresentanti delle istituzioni e sia, soprattutto da parte dei cittadini più sensibili ed in coloro che ne apprezzavano il suo lavoro di volontario a fianco di altri uomini tenuti prigionieri, umiliati e terrorizzati da chi ha occupato la loro terra e li vorrebbe schiavi come ha fatto con chi è stato costretto a lasciare in Palestina la propria casa con destinazione un campo profughi da dove non è potuto mai più rientrare.

     Vik conosceva benissimo quella realtà che rendeva la popolazione della Striscia di Gaza tra i più infelici del mondo ed il suo concetto di umanità ha fatto sì che abbia scelto di restare accanto a quelli che possiamo considerare tra gli ultimi del mondo e per difendere la loro dignità, senza sfidare nessuno, immolare la sua vita.

     Ecco perchè noi, i suoi amici, continuiamo ad essere orgoglioso di lui e delle sue scelte e possiamo affermare che per noi resterà sempre vivo nel nostro cuore ma, soprattutto, nel nostro cervello e nelle nostre battaglie civili a favore dei più deboli che lui tanto amava.

     Ed ecco anche perchè di tante manifestazioni spontanee:

                      (manifestazione a Roma)

                           ( Manifestazione in Palestina)

Significativo il cartello che raffigura Vik che porta per mano un bambino verso un orizzonte lontano!

Manifestazione romana davanti al “palazzo” in cui si annidano i corvi ed i vigliacchi che hanno affermato che, in fondo, “Se l’è cercata”.

NOI CONTINUEREMO A “RESTARE UMANI” COME VITTORIO VOLEVA ANCHE DI FRONTE ALLE IENE CHE SI “NUTRONO” DI CADAVERI!

CIAO, VITTORIO LA TUA UMANITA’ CI HA CONTAGIATO!

                             ************************

Non conoscevo questo lato oscuro di Saviano, lo scrittore più famoso e protetto del mondo che parla a vanvera su Israele perchè non conosce o preferisce ignorare i suoi crimini.

Oggi ho trovato e visto il documento che tutti potrete vedere e giudicare cliccando sul seguente link e forse capirete meglio la differenza tra chi vive, lui dice suo malgrado, in un mondo dorato e chi vive e muore per difendere i poveri, i perseguitati e gli inermi:

http://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI

ONORI A VITTORIO ARRIGONI

     Vittorio Arrigoni, giornalista, attivista per i diritti umani, impegnato come volontario in giro per il mondo, DallEst Europa all’Africa fino ad arrivare in Palestina, a Gaza,  dove ormai viveva dopo il criminale attacco israeliano “Piombo fuso” in quella Striscia, è stato rapito ed ucciso da estremisti di dubbia matrice ed il suo corpo trovato stanotte in un edificio abbandonato.

Vittorio era già stato, infatti, minacciato di morte anche da un sito statunitense di estrema destra, due anni fa quando, unico giornalista, era rimasto nella Striscia di Gaza per documentare la mattanza israeliana, e veniva indicato per questo come il bersaglio numero uno per le forze armate itraeliane con tanto di foto, indirizzo e numero di telefono e con dettagli che ne permettessero l’identificazione come, ad esempio, un tatuaggio sulla spalla.

     In precedenza era stato arrestato insieme ad un americano ed un britannico,tutti membri del “Movimento di Solidarietà Internazionale (Ism) ed a 14 pescatori palestinesi perchè accusati di trovarsi in zona di pesca non autorizzata dagli Israeliani.

     Era stato tra i pacifisti a bordo delle imbarcazioni della missione internazionale “Free Gaza”, diretta nell’agosto 2008 verso le coste della Striscia per tentare di forzare il blocco israeliano e portare aiuti umanitari alla gente stremata dall’assedio.-

     Sull’assedio a Gaza e sulle crudeli stragi, con metodi nazisti, degli Israeliani nella Strisca nel corso dell’operazione “Piombo fuso”, quasi quotidianamente, riusciva a mandare, con mezzi di fortuna, a “Il Manifesto” la cronaca degli avvenimenti ai quali partecipava non solo come cronista ma anche come “uomo”, come cittadino protagonista impegnato sulle ambulanze palestinesi.


   Il suo blog “Guerrilla Radio” (http://guerrillaradio.iobloggo.com)è ricco di notizie e di foto che documentano quell’aggressione da parte degli Israeliani, gli stessi che non hanno mai ubbidito, impunemente, a nessuna  delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

     Per comprendere la sua filosofia di vita è sufficiente ricordare che il suo motto, col quale firmava i suoi pezzi, era “RESTIAMO UMANI”.

     Sui giorni della sanguinosa e brutale offensiva israeliana “Piombo fuso” contro la Striscia di Gaza, andata avanti dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009, Arrigoni aveva raccolto i suoi preziosi resoconti quotidiani in un volumetto dal titolo “Gaza – Restiamo umani”, una piccola ma unica pubblicazione che raccoglie l’unica testimonianza diretta di quel bagno di sangue. Una testimonianza che potrebbe essergli costata la vita!

     Questo era l’uomo rapito ed ucciso ieri che io oggi piango, spero, insieme a molti di voi e, sicuramente, insieme a quanti lo conoscevano direttamente o attraverso il suo blog. L’uomo che non era un bersaglio solo per gli Israeliani ed altri terroristi se è vero ciò di cui troviamo testimonianza recente nel suo blog e che si riferisce a quanto trasmesso dalla radio Israeliana la quale ha affermato che anche Berlusconi avrebbe dichiarato, senza precisare quando, che, a suo avviso, la missione della “Freedom Flottilla” alla quale partecipava Arrigoni, non lavorerebbe a supporto della pace.

     Nel suo blog, Vittorio, il pacifista ucciso ha lasciato questa annotazione che tutti potranno leggere: “Proponendo dei negoziati da tenersi in Sicilia (nelle tenute di Vittorio Mangano?) il premier bunga.bunga ha ricordato per l’ennesima volta che Israele è l’unico paese mediorientale amico dell’occidente e che dovrebbe entrare a far parte dell’Unione Europea. Berlusconi spinge per l’adesione d’Israele alla comunità Europea e, contemporaneamente, farà cacciare l’Italia al più presto. Vi prego, ditemi che è la solita barzelletta…  Stay Human  Vik da Gaza”.

     Ciao, Vittorio, tu sei morto solo nella logica terristica degli assassini non nella mente e nel cuore di quanti continueranno a stimarti ed a volerti bene!!!


IL “BOSS” HA OTTENUTO LA “SUA” PRESCRIZIONE BREVE!

Il governo della maggioranza piduista e del razzisti leghisti, col rinforzo dei comprati al mercato elastico dei senza vergogna e dignità, alle 2o,20 di ieri sera, CALPESTANDO ANCORA UNA VOLTA LA COSTITUZIONE, ha approvato la cosiddetta “prescrizione breve”, la legge salva “boss”, con soli 18 voti di scarto mentre Palazzo Montecitorio era assediato all’esterno dalla contestazione di migliaia di cittadini appartenenti al popolo Viola ed a tante altre associazioni come Libertà e Giustizia ed Articolo 21.

In questo modo il Parlamento, che dovrebbe legiferare nell’interesse della collettività, ha legiferato, invece, come da manuale, nel solo interesse del proprio capo “clan”, infischiandosi che, per salvare Silvio Berlusconi da sicura condanna per i gravi, numerosi ed infamanti reati ascrittigli, la stessa norma si applicherà anche ad altri fior di delinquenti imputati in altri processi, da quello sul “Rogo Thyssen” al “Crac Parmalat”, al “Santa Rita”, alla “strage di Viareggio”, alla strage della “Casa dello studente” di L’Aquila ed a molti altri.

Una sconfitta per lo Stato di diritto, un altro passo verso il “Colpo di Stato” strisciante che questa maggioranza si prefigge, una truffa aggravata a danno di tutti i cittadini, soprattutto di quelli parti lese in quei processi.

Questi sono i cosiddetti “Rappresentanti del Popolo” che BIVACCANO nel parlamento  a ranghi serrati quando si discute di provvedimenti che riguardano il capo cosca.

E questi sono i gesti  che sa assumere pubblicamente il capo del governo italiano per indicare cosa pensa degli interessi del Paese e dei Cittadini italiani.

SINO A QUANDO QUESTI GAGLIOFFI ABUSERANNO DELLA PAZIENZA DEGLI ITALIANI ONESTI???

REFERENDUM DAY 16 APRILE 2011

In preparazione del referendum del 12 e 13 giugno – SI’ REFERENDUM DAY – Sabato 16 aprile anche nella tua città.

A T T E N Z I O N E

NON SARA’ UNA MANIFESTAZIONE MA BANCHETTI E GAZEBO INFORMATIVI NELLE CITTA’ ITALIANE.

CHI VOLESSE ORGANIZZARE UN GAZEBO O UN BANCHETTO SCRIVA A:  coordinamento.viola@gmail.com

E’ anche un aiuto fare un semplice volantinaggio sulla base delle informazioni di questa pagina.

I QUESITI REFERENDARI DEL 12-13 GIUGNO SARANNO QUATTRO:

PER DIRE  N O   DEVI SEGNARE Sì

-VUOI ELIMINARE IL RICORSO ALL’ENERGIA ELETTRICA      NUCLEARE?       SI’

-VUOI CANCELLARE LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA? SI’ – SI’  (DUE VOLTE SI? perchè i quesiti sull’argomento sono 2)

-VUOI SBARAZZARTI DEL LEGITTIMO IMPEDIMENTO?     SI’

A T T E N Z I O N E

IL REFERENDUM PASSERA’ SOLAMENTE SE SI RAGGIUNGERA’ IL QUORUM. CIO’ VUOL DIRE CHE OCCORRE CHE VADANO A VOTARE ALMENO 25 MILIONI DI ITALIANI.

E POICHE’ IL GOVERNO BLOCCHERA’ SICURAMENTE QUALSIASI INFORMAZIONE DA PARTE DELLA TELEVISIONE E DEI GIORNALI AMICI O ASSERVITI, COME ANCHE CERTE RETI RAI, DOVREMO ESSERE NOI AD INFORMARE COL  P A S S A P A R O L A, CON IL VOLANTINAGGIO, CON EMAIL PER EVITARE CHE CI SIANO CITTADINI ELETTORI IGNARI O DISINFORMATI DALLA PROPAGANDA DI REGIME.

R I C O R D A

L I B E R T A’   –   D E M O C R A Z I A   –   C O S T I T U Z I O N E

CINQUANT’ANNI FA IL PRIMO UOMO NELLO SPAZIO

Cinquant’anni fa, il 12 aprile 1961, Jurij Gagarin fu il primo uomo che volò nello spazio libero da dove poteva osservare la terra descrivendola come “Bellissima e senza confini”.

Con quel volo spaziale il mondo, uscito da poco dagli errori della guerra, si aprì alla speranza delle conquiste tecnologiche e del progresso.

Gagarin era nato il 9 marzo 1934, figlio di un falegname, ed aveva vissuto insieme alla sua famiglia il dramma dell’invasione del suo Paese da parte della Germania nazista.

Mentre frequentava ancora la scuola, incominciò ad appassionarsi agli aerei e ben presto si iscrisse ad una scuola di volo.

Diplomatosi nel 1955, si arruolò nell’aviazione sovietica dove si distinse per le sue capacità e fu scelto per testare nuovi sistemi ed apparecchiature di volo e si offrì volontario per diventare astronauta.

Non molto tempo dopo volava intorno alla terra per 108 minuti e consegnava all’umanità ed alla storia il primo volo nello spazio.

Morì prematuramente a soli 34 anni in un banale ed inspiegabile incidente durante un volo di addestramento a bordoi di un caccia, un Mig 15, pilotato da un suo collega.

A Jurij Gagarin, è stato dedicato in Russia il centro di addestramento dove si preparano i cosmonauti per le varie missioni ed, in suo onore, è stato eretto a Mosca un monumento in titani alto 40 metri.



NON ESISTONO PIU’ GLI ORGANI DI GARANZIA DEMOCRATICA!

Oggi davanti al tribunale di Milano, abbiamo visto le stesse scene del finale del profetico film “Il Caimano” di Nanni Moretti!

Viene spontaneo chiedere al Presidente della Repubblica ed al Presidente della Corte Costituzionale, unici estremi garanti della Costituzione e delle sue regole, in quale altro Paese civile, in quale altro Paese democratico, in quale altro Paese a democrazia parlamentare, potrebbe essere consentito ad un capo di Governo di usare i metodi e le affermazioni che Silvio Berlusconi ha usato oggi dentro e fuori dal Tribunale di Milano.

In quale altro Paese del mondo ad un pluriimputato per gravi reati comuni sarebbe permesso di spadroneggiare e di apostrofare uno dei PM di uno dei processi nei quali dovrà essere giudicato da giudici che ogni giorno vilipende come se fossero i suoi dipendenti alcuni dei quali oggi coattivamente, come i suoi giardinieri, erano davanti al palazzo di giustizia per cantare sguaiatamente “meno male che Silvio c’è”.

 

E racconta, a destra ed a manca un sacco di menzogne come quella di ESSERE STATO ASSOLTO IN 31 PROCESSI!

E nell’aula del processo provocare il PM Fabio De Pasquale apostrofandolo “LEI E’ QUELLO CATTIVO” ricevendo in risposta “SI CONTENGA CON LE BATTUTE” mentre il “caiNano” faccia di bronzo “SI CONTENGA LEI CON LE ACCUSE” ricevendo come risposta dal PM “LE ACCUSE SONO IL MIO MESTIERE, LE BATTUTE NO”.

Intanto, Paola Massia, uno dei testimoni, ha smentito un’altra delle falsità dell’imputato B. il quale aveva dichiarato di non aver mai conosciuto uno dei suoi coimputati. “BERLUSCONI E AGRAMA SI CONOSCEVANO PERSONALMENTE. LO SO PERCHE’ LI HO VISTI” ha dichiarato in aula la teste, già collaboratrice del produttore statunitense Frank Agrama, precisando di aver lavorato con Agrama fino ai primi mesi del 1987  e di aver venduto prodotti anche a “Rete Italia” e che trattava con Carlo Bernasconi, manager del gruppo, morto qualche tempo fa, il quale nel corso delle trattative “chiedeva e parlava con Berlusconi”.

All’interno ed all’esterno del Palazzo di Giustizia, poi, il comico di giro ha affermato che in Italia “C’E’ UNA MAGISTRATURA CXHE LAVORA CONTRO IL PAESE” accusa alla quale ha già risposto a stretto giro di posta il Procuratore Capo di Milano.

Approfittando della presenza del suo uditorio malleabile, Berlusconi ha anche parlato del cosiddetto “Processo Ruby” dichiarando che “NON ESISTE ALCUNA CONCUSSIONJE. CONTRO DI ME ACCUSE RISIBILI, INFONDATE E DEMENZIALI. (…) IN UN PAESE CIVILE LE INTERCETTAZIONI NON VENGONO UTILIZZATE, NE’ TANTO MERNO PUBBLICATE SUI GIORNALI” perchè “SONO ASSULATAMENTE MANIPOLABILI”.

Mentre lui si esibiva sulla scena del suo teatrino, una signora che stazionava nei pressi del raduno dei sostenitori dell’imputato (lo so che gli rode essere chiamato così, ma questa è la sua veste giuridica!) con in mano un cartello con la scritta “MILANO SPORCA, VIOLENTA, VOLGARE, CORROTTA, MAFIOSA” è stata portata via dalle cosiddette forze dell’ordine il cui compito, evidentemente, era di difendere solamente i manifestanti a favore dell’imputato il quale se il REGIME non avesse assunto già da tempo e deteriorato tutti i canoni della democrazia e della legalità e fosse un comune cittadino, come recita l’art. 3 della Costituzione, a quest’ora sarebbe in galera.