NON ESISTONO PIU’ GLI ORGANI DI GARANZIA DEMOCRATICA!

Oggi davanti al tribunale di Milano, abbiamo visto le stesse scene del finale del profetico film “Il Caimano” di Nanni Moretti!

Viene spontaneo chiedere al Presidente della Repubblica ed al Presidente della Corte Costituzionale, unici estremi garanti della Costituzione e delle sue regole, in quale altro Paese civile, in quale altro Paese democratico, in quale altro Paese a democrazia parlamentare, potrebbe essere consentito ad un capo di Governo di usare i metodi e le affermazioni che Silvio Berlusconi ha usato oggi dentro e fuori dal Tribunale di Milano.

In quale altro Paese del mondo ad un pluriimputato per gravi reati comuni sarebbe permesso di spadroneggiare e di apostrofare uno dei PM di uno dei processi nei quali dovrà essere giudicato da giudici che ogni giorno vilipende come se fossero i suoi dipendenti alcuni dei quali oggi coattivamente, come i suoi giardinieri, erano davanti al palazzo di giustizia per cantare sguaiatamente “meno male che Silvio c’è”.

 

E racconta, a destra ed a manca un sacco di menzogne come quella di ESSERE STATO ASSOLTO IN 31 PROCESSI!

E nell’aula del processo provocare il PM Fabio De Pasquale apostrofandolo “LEI E’ QUELLO CATTIVO” ricevendo in risposta “SI CONTENGA CON LE BATTUTE” mentre il “caiNano” faccia di bronzo “SI CONTENGA LEI CON LE ACCUSE” ricevendo come risposta dal PM “LE ACCUSE SONO IL MIO MESTIERE, LE BATTUTE NO”.

Intanto, Paola Massia, uno dei testimoni, ha smentito un’altra delle falsità dell’imputato B. il quale aveva dichiarato di non aver mai conosciuto uno dei suoi coimputati. “BERLUSCONI E AGRAMA SI CONOSCEVANO PERSONALMENTE. LO SO PERCHE’ LI HO VISTI” ha dichiarato in aula la teste, già collaboratrice del produttore statunitense Frank Agrama, precisando di aver lavorato con Agrama fino ai primi mesi del 1987  e di aver venduto prodotti anche a “Rete Italia” e che trattava con Carlo Bernasconi, manager del gruppo, morto qualche tempo fa, il quale nel corso delle trattative “chiedeva e parlava con Berlusconi”.

All’interno ed all’esterno del Palazzo di Giustizia, poi, il comico di giro ha affermato che in Italia “C’E’ UNA MAGISTRATURA CXHE LAVORA CONTRO IL PAESE” accusa alla quale ha già risposto a stretto giro di posta il Procuratore Capo di Milano.

Approfittando della presenza del suo uditorio malleabile, Berlusconi ha anche parlato del cosiddetto “Processo Ruby” dichiarando che “NON ESISTE ALCUNA CONCUSSIONJE. CONTRO DI ME ACCUSE RISIBILI, INFONDATE E DEMENZIALI. (…) IN UN PAESE CIVILE LE INTERCETTAZIONI NON VENGONO UTILIZZATE, NE’ TANTO MERNO PUBBLICATE SUI GIORNALI” perchè “SONO ASSULATAMENTE MANIPOLABILI”.

Mentre lui si esibiva sulla scena del suo teatrino, una signora che stazionava nei pressi del raduno dei sostenitori dell’imputato (lo so che gli rode essere chiamato così, ma questa è la sua veste giuridica!) con in mano un cartello con la scritta “MILANO SPORCA, VIOLENTA, VOLGARE, CORROTTA, MAFIOSA” è stata portata via dalle cosiddette forze dell’ordine il cui compito, evidentemente, era di difendere solamente i manifestanti a favore dell’imputato il quale se il REGIME non avesse assunto già da tempo e deteriorato tutti i canoni della democrazia e della legalità e fosse un comune cittadino, come recita l’art. 3 della Costituzione, a quest’ora sarebbe in galera.

 

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