Archivi del mese: luglio 2012

Quaderni socialisti

Presidio davanti Montecitorio di una delegazione di lavoratori dell’Irisbus Valle Ufita. Durante la protesta degli operai, che hanno contestato incatenandosi davanti alla Camera, passa Massimo D’Alema del Pd. “Non serve a nulla, tutto questo non serve a nulla” – rimprovera il deputato del Pd, mentre si confronta con alcune tute blu visibilmente indignate. “Non state facendo nulla neanche voi” – risponde uno dei lavoratori. Un altro ancora, incatenato, grida: “Marchionne ha deciso di chiudere il nostro stabilimento e voi non avete detto niente. Avete paura di Marchionne, ma lo volete mandare affan…“. D’Alema abbozza sorrisi imbarazzati e risponde: “Ma se lo mandiamo affanc…quello chiude e non lo vediamo più”. L’operaio rincara la dose: “Non facciamo la passerella, D’Alema. Noi non ce la facciamo più”. Il politico non ci sta e reagisce con stizza. “Io sono venuto a parlare con voi” – replica – “Non c’era…

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Il simplicissimus

Gli uomini si misurano dalla capacità di essere all’altezza dei propri errori. Ma questo non pare che accada nel ridotto della politica italiana dove salvatori presunti, notabili vibranti e fautori  della tecnica siedono pallidi  di fronte al disastro: non si spiegano il fallimento delle ricette e nemmeno la ragione per la quale ci hanno creduto. Anzi non riescono più a vedere i confini tra l’inganno e l’autoinganno. Così l’unica strada che hanno è quella di far finta di avere ancora fede e barattare l’inferno presente con un paradiso futuro, secondo la mitopoietica brevettata dell’Fmi. Nemmeno il tentativo di immaginare qualcosa di diverso.

Ma che sia una disperata finzione è evidente, che si perdano nei meandri di quella teologia economica a cui si sono arresi, arrivando a bestemmiarla, potrebbe essere tema di un’amara ironia. Così si rimane stupefatti quando Bersani in una sorta di improprio e peraltro inutile sfogo  dice che…

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Il simplicissimus

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Chissà che cosa potrà produrre l’incontro al vertice di oggi delle due cariche e competenze, Presidente del Consiglio e Presidente della regione Sicilia. Il tema è il rischio di fallimento della regione Sicilia a causa di un debito consolidato di 17 miliardi: l’isola ho poco più di 5 milioni di abitanti. Su ogni siciliano – neonati compresi – grava un onere di 3.400 euro ciascuno e il fardello di una classe politica imbarazzante, di alleanze opache, di “pupari” potenti e inossidabili.
Ma si dice proprio a Roma, “er più pulito c’ha la rogna” e la Capitale ha 11 miliardi di debito consolidato che arriva a 15 miliardi se si aggiunge quello delle municipalizzate, quello attribuibile agli espropri per opere pubbliche non perfezionati. Se su ogni “civis” –siamo circa 2 milioni e 600 mila abitanti – neonati compresi, pesa un debito di 5.800 euro ciascuno, si…

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Di vittoria in vittoria alla sconfitta

Di vittoria in vittoria alla sconfitta.

Quaderni socialisti

 

Silvio non ha mai perso l’occasione per stringere mani insanguinate. Da Gheddafi a Putin ed Assad.

Sotto sotto è anche un pò invidioso che altrove si può fare ciò che a lui invece è stato impedito.

Ci ha provato a genova durante il G8, ma poi si è dovuto fermare.

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Quaderni socialisti

Animali in viaggio, sì: ma in questo caso dal “suo” canile – “non a norma coi requisiti di legge” – verso “altre strutture rifugio”. Solo tre giorni fa una raggiante Michela Vittoria Brambilla, dopo avere gioito per la chiusura dell’allevamento-lager Green Hill, esultava a bordo di un Frecciarossa con l’ad delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti per l’accordo che permetterà agli animali di viaggiare sui treni ad alta velocità. Adesso per l’ex ministro del Turismo, ultra-animalista, rappresentante della Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente, arriva la beffa.
Il Comune di Lecco ha stabilito che il canile municipale – gestito da dieci anni dalla Brambilla attraverso la sua Leida (Lega italiana per la difesa degli animali; prima si chiamava Lida) – non potrà più accogliere gli oltre 150 cani che sono ospitati: troppo vecchio, troppo angusto e insicuro, insomma, non a norma con la legge della Regione Lombardia. La lettera…

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Quaderni socialisti

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Il procuratore aggiunto di Palermo replica a Dell’Utri e insiste nella denuncia: “Nessuno vuole illuminare quella stanza”

“Un imputato, il senatore Marcello Dell’Utri, mi ha definito pazzo e devo dire che a volte mi ci sento. Mi piace essere un po’ pazzo come Paolo Borsellino, perché continuo a credere nella possibilità che, nonostante tutto, si possa raggiungere la verità sui grandi misteri del nostro paese”. Replica a distanza del procuratore aggiunto di Palermo Antonio ingroia al senatore Marcello Dell’Utri che ieri, dopo avere appreso di essere indagato per estorsione ai danni di Silvio Berlusconi, ha definito appunto i pm di Palermo “pazzi e morbosi”. “Mi sento pazzo – ha proseguito Ingroia – di fronte all’imbarazzo per la verità e alla paura che spesso si denota dentro le istituzioni anche più insospettabili. Sono pazzo perché credo in un’Italia che abbia il coraggio della verità, conquistata a qualsiasi prezzo e senza paura”.

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Il simplicissimus

Oggi è stata la giornale cruciale il clou di una commedia degli inganni. Il parlamento ha votato il fiscal compact e l’adesione al Mes, gli strumenti presentati ormai da un anno come salvifici, ma lo spread ha avuto una nuova impennata. Contagio dice Monti, contagio dalla Spagna e  timore di instabilità politica. Ma è chiaro che si tratta di risposte automatiche e prive di senso dal momento che il paese iberico ha seguito la medesima strada, attuato le stesse ricette, in qualche caso anche più amare e non ha nemmeno l’instabilità politica, visto che c’è un governo di destra eletto da meno di un anno e con una notevole maggioranza parlamentare. La straordinaria coincidenza tra l’attuazione delle prescrizioni economiche di Bruxelles e Berlino e ulteriore aggravamento della crisi è ormai evidente, conclamata, ma non trova alcuna spiegazione razionale da parte dei governi sia in Italia che in Spagna, solo frasi…

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Erzelli, ecco come si tradisce il Paese: lo stato paga i licenziamenti

Erzelli, ecco come si tradisce il Paese: lo stato paga i licenziamenti.

Via D’Amelio: il messaggio di uno sconosciuto scambiato per quello del presidente

Via D’Amelio: il messaggio di uno sconosciuto scambiato per quello del presidente.

Quaderni socialisti

Pezzetti di coda di topo dentro un hamburger di McDonald’s. È capitato al cliente di un fastfood della catena americana a Temuco, in Cile. Lo scorso giugno lo sfortunato avventore si era accorto che nel panino acquistato c’era qualcosa di strano e aveva sporto denuncia alle autorità sanitarie.

Oggi la conferma: tra il formaggio e la carne sono stati trovati frammenti di coda di topo. Il McDonald’s della città cilena è stato subito chiuso e le ispezioni effettuate hanno rilevato la presenza di escrementi di roditori nel locale. Secondo gli esperti, la coda di topo è stata messa intenzionalmente all’interno del panino.

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Da Antelope a Pizza gobbler: tranci di una Repubblica

Da Antelope a Pizza gobbler: tranci di una Repubblica.

Il signor Residente ha detto no: ritorno alla statuto albertino

Il signor Residente ha detto no: ritorno alla statuto albertino.

Pd, più partito di così…

Pd, più partito di così….

Il simplicissimus

“Monti è andato a lezione di scorrettezza da Berlusconi “.  Lo so, i media italiani vantano il prestigio del professore, fingono che esso sia dovuto alla reputazione accademica e non al suo ruolo di garante dei massacri in sostituzione della troika, ma le cose non stanno precisamente così, non più almeno. Anzi  lo sghetto che il premier ha tirato alla Merkel e agli altri leader più di due settimane fa, al vertice di Bruxelles, ha fatto infuriare tutti e ha cominciato a far nascere domande sull’affidabilità del prof e naturalmente sul Paese.

La storia è stata raccontata da una lunga articolessa di qualche giorno fa sul Frankfurter Allegemeine (qui), il più diffuso quotidiano tedesco: Monti avrebbe violato l’accordo fatto tra i leader europei di non parlare dei risultati del summit di fine giugno e di lasciare a Van Rompuy e Barroso il compito di illustrare il risultato dei…

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Ennesima “nube” nel cielo di Portoscuso.

Ennesima "nube" nel cielo di Portoscuso..

Il simplicissimus

Sono cominciate le grandi manovre elettorali e il professor Mario Monti si presenta, non si presenta, forse, vedrà: dipende dai giorni, ma l’occhio e l’orecchio colgono le concrezioni di muffa politichese che c’è dietro tutto questo. Tutto il già visto e il già detto di lunghe e desolanti stagioni politiche che ci hanno portato a questo punto. Ad ogni buon conto il premier comincia la sua campagna con un rullo di tamburo contro la concertazione, nel tentativo di dividere sindacato e centro sinistra, sempre che questa definizioni si attagli agli attuali schieramenti.

L’animus reazionario che si nasconde dentro un modesto cuoricino e un’ intelligenza banale, prorompe con entusiasmo. Ma non è una novità: era avvenuto anche con l’articolo 18, con il nascondimento dei conflitti di interesse di cui questo governo brulica come un cartoccio di camole, con la cooptazione di amici, con interventi al livello dei peggiori governi balneari democristiani: muffa…

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Meno male che Silvio c’è

Meno male che Silvio c’è.

24 ore a Madrid

24 ore a Madrid.

Quindici uomini sulla cassa del morto

Quindici uomini sulla cassa del morto.