Archivi del mese: settembre 2012

Gruppo d'Intervento Giuridico (GrIG)

Il Comitato interregionale “No Tubo”e l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato (13 settembre 2012) un atto di intervento con “osservazioni” nel procedimento di “verifica di assoggettabilità” relativo al progetto di variante del tracciato del gasdotto “Rete Adriatica” (tronco Foligno-Sestino) nei Comuni di Gubbio e Gualdo Tadino (PG)proposto dalla Snam Rete Gas s.p.a.   

La variante è stata determinata dalla prescrizione della Regione Umbria (punto E36) contenuta nel decreto ministeriale del 16 maggio 2011, n. 256 contenente giudizio positivo condizionato di compatibilità ambientale del progetto originario.   

View original post 279 altre parole

il Simplicissimus

“In un paese normale…” ricordate il leit motiv di tanti anni di berlusconismo che l’opposizione politica, di strada, di redazione faceva terminare con … “questo non accadrebbe”? Io lo ricordo, l’ho letto, l’ho scritto, ma non è che dopo la sua improvvisa scomparsa dallo sloganario italiano si sia diventati per questo un Paese normale: è soltanto che ora si fa finta di esserlo. Mi chiedo cosa succederebbe in un Paese normale se il capo del governo dicesse di aver procurato la crisi, ma non per sbaglio di proposito, in vista di chissà quale futuro risanamento. Mi chiedo infine che cosa penserebbero di uno che dopo aver creato disastri  proprio sul piano tecnico, dopo aver aggredito i diritti del lavoro, di fronte al fatto che tutte queste cose non hanno sortito gli effetti  immaginati e annunciati dice che leggi sul lavoro ” hanno contribuito a determinare un insufficiente creazione di posti di lavoro”…

View original post 422 altre parole

il Simplicissimus

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Ditemi che sono politicamente scorretta, ditemi che sono influenzata dal prozio ma l’idea di ordine che alberga nella testa della Cancellieri mi rammenta quella che ispirava le grasse governanti, niente affatto bonarie se non nella stazza, sovrintendenti di comunità, conventi, collegi e anche penitenziari, con l’anello delle chiavi appeso alla cinta, più inclini a reprimere che a prevenire, sempre a contar biancheria negli armadi e comminare punizioni esemplari.
E infatti ubbidisce a una ideologia che con autorità e violenza.- in questo caso più istituzionale che mai – annienta la persona umana, la riduce a numero, ne spegne gli impulsi legittimi, penalizza diversità e disubbidienza, colpevoli di creare “caos” e trasgredire a discipline imposte da poteri forti, ma vulnerabili al dissenso, alla critica, alla libertà.

E infatti in una intervista fresca di giornata al primo posto nella lista delle priorità da affrontare mette le manifestazioni di…

View original post 1.078 altre parole

Cuore di gatto.

Cuore di gatto..

il Simplicissimus

Licia Satirico per il Simplicissimus

Secondo Alessandro De Nicola, in un editoriale apparso su Repubblica il 7 settembre scorso, Elsa Fornero è decisamente una “costruttivista”, ovvero «un politico che pensa di vedere meglio degli altri non solo quali siano i fini cui deve tendere la società e gli individui che la compongono, ma anche di essere in grado di individuare i mezzi adatti a raggiungere quei fini». Le distorsioni della fallimentare riforma del mercato del lavoro, le originali idee della ministra sulla detassazione delle imprese virtuose, la fissazione verso il sempre citato modello “tedesco”, sarebbero la conseguenza diretta di questo atteggiamento intellettuale. Nulla di sorprendente, secondo l’economista (ben lontano da simpatie marxiste), che sia «da più parti segnalato al ministro che i contratti a termine non vengono rinnovati, che non si offrono più stage ai giovani e che, insomma, si sta distruggendo occupazione. Attendiamo che attraverso seri studi scientifici il…

View original post 541 altre parole

il Simplicissimus

Non erano passati nemmeno cinque minuti dalla notizia che la Corte costituzionale tedesca aveva dato via libera al Mes, che è arrivata dalla Troika (Fmi, Bce, Bruxelles) insediata ad Atene un nuovo diktat: settimana lavorativa di 6 giorni con orario di 13 ore al giorno e pensione a 67 anni per ricevere gli aiuti. Un documento evidentemente già preparato, una pallottola in canna sparata non appena ufficializzato il via libera a un istituto il cui scopo precipuo è quello di prestare a strozzo: denaro in cambio di democrazia, spread in cambio di welfare, elemosina in cambio di diritti.

La simultaneità  delle due notizie nei giornali tedeschi on line ha creato un ingorgo, forse perché non è ancora chiaro che non si tratta di due eventi, ma dello stesso: si dà il via all’ennesimo tentativo di salvataggio dell’euro questa volta non fermandosi ai tagli, ai sacrifici, ai licenziamenti, ma entrando direttamente…

View original post 364 altre parole

il Simplicissimus

Anna Lombroso per il Simplicissimus

La notizia fanta – horror di oggi riguarda la futura Metropolis che verrà eretta in Honduras, con qualche anno di anticipo sul 2026 di Fritz Lang, ma con caratteristiche affini: disuguaglianze sempre più accentuate, sfavillanti grattacieli dove vivono gli industriali, i manager, i finanzieri, i ricchi e un sottosuolo dove si muovono come sorci impazziti di paura e sottomissione, i poveri.
Ci informa il Corriere della sera che la Mkg, una società immobiliare americana ha firmato un’intesa con il governo dell’Honduras per l’edificazione di una città “privata” con una sua legge quadro costituzionale, dove varranno, ma con le necessarie eccezioni dovute all’efficienza e al pragmatismo, le norme nazionali, dove i cittadini godranno del diritto di voto per il parlamento nazionale, ma ordine pubblico come regole fiscali ed economiche saranno invece completamente gestiti in proprio, senza interferenze, governati da un consiglio di amministrazione di nove saggi…

View original post 675 altre parole

Quaderni socialisti

Il conto dei favori pubblici concessi al Gruppo dal 1975 a oggi (220mila miliardi) è salatissimo. E ha reso molto meno

Facciamo un breve quiz. Sapete a quanto ammonta il totale dei finanziamenti statali e…Visualizza altro

Foto: L’AZIENDA PIÙ ASSISTITA AL MONDO_

Il conto dei favori pubblici concessi al Gruppo dal 1975 a oggi (220mila miliardi) è salatissimo. E ha reso molto meno

Facciamo un breve quiz. Sapete a quanto ammonta il totale dei finanziamenti statali elargiti nel corso degli anni e dei governi alla Fiat? La risposta esatta è: oltre 200 mila miliardi di lire. La domanda potrebbe essere girata a qualche concorrente di “Chi vuol essere milionario?”: anche se qua, di milionario, ce n’è uno solo, ed è l’azienda più assistita dallo Stato che esista al mondo.

La stima sopra citata, e che più precisamente si aggira sui 220 mila miliardi, comprende varie voci, dai contributi statali alle rottamazioni prodiane, dalla cassa integrazione per i dipendenti ai prepensionamenti, e ancora dalla mobilità lunga agli stabilimenti costruiti con i soldi pubblici (come quello di Melfi) o, di fatto, regalati dallo Stato (l’Alfa Romeo di Arese). Il periodo nel quale è stata spalmata l’ingente cifra è compreso tra oggi e il 1975, anno in cui la creatura degli Agnelli faceva registrare altri, più gloriosi record. Ad esempio lo stabilimento Mirafiori di Torino, con i suoi 50 mila operai, era allora il più grande del mondo e sfornava auto che avrebbero riempito le strade della Penisola (una su tutte, la “127”).

È STATA L’AZIENDA PIÙ ASSISTITA AL MONDO

A fronte di tali chiamiamoli “investimenti”, ci si aspetterebbe che la Fiat fosse diventata padrona del mercato automobilistico mondiale, o quasi. La realtà, impietosa, disegna tutt’altro quadro.

Sempre nel 1975 la Fiat contava 250 mila dipendenti diretti (oltre a un indotto stimato sui 350 mila addetti), mentre oggi quel totale si è ridotto a poco più di 30 mila. Insomma, nonostante la pioggia di aiuti finanziari di ogni genere - per non parlare delle “protezioni” del mercato dalla concorrenza straniera, o delle eccezionali agevolazioni fiscali, o ancora delle politiche di lungo corso sulla mobilità in Italia - la Fiat ha perso per strada circa 220 mila assunti: guarda caso, la stessa cifra dei miliardi ricevuti dalle casse dello Stato. «Si può dunque affermare - osserva il parlamentare della Lega Dario Galli - che, per ogni miliardo pubblico intascato, la Fiat ha stracciato un contratto di lavoro; o, se preferite, che ogni posto di lavoro perduto è costato giusto un miliardo di lire. Nostre».

Del resto, oggi Fiat produce principalmente all’estero. Le auto di punta, come la nuova “Panda”, nascono in Polonia, come pure i motori Multijet. Nel Bel Paese sono rimaste solo produzioni “di nicchia”, quali la “Punto” (vecchia e nuova) e la “Croma” bis. Chissà come si sarebbero comportati i governi del passato, così prodighi di aiuti, se avessero saputo che la storica Fabbrica, da loro tanto blandita e protetta, avrebbe fatto marameo all’Italia e ai suoi lavoratori, mandandone a casa quanti più possibile per creare nuovi posti di lavoro solo all’estero.

DAI CONTRIBUTI AGLI “AMMORTIZZATORI”

La misura e la varietà degli aiuti di Stato elargiti alla principale azienda automobilistica del Paese sono stati ben riassunti dal giornalista Massimo Mucchetti nel libro Licenziare i padroni? (Feltrinelli). «Nell’ultimo decennio - scrive Mucchetti - il sostegno pubblico alla Fiat è stato ingente. L’aiuto più cospicuo, pari a 6.059 miliardi di lire, deriva dai contributi in conto capitale e in conto interessi ricevuti a titolo di incentivo per gli investimenti nel Mezzogiorno d’Italia in base al contratto di programma stipulato con il governo nel 1988». Soldi a palate, dunque. Ma quello fu solo l’inizio.

Le società beneficiate, infatti (la Sata di Melfi, in Basilicata, e la Fma di Pratola Serra, in Campania) hanno poi goduto dell’esenzione decennale dalle imposte sul reddito per le società meridionali. Mentre la legge 488 per il Mezzogiorno, in soli quattro anni (dal 1996 al 2000) ha fatto affluire nelle casse del Gruppo altri 328 miliardi di lire in conto capitale.

Quarta, sostanziosa fonte di sostegno (possiamo solo immaginare quanto invidiata dalle altre imprese private) sono gli “ammortizzatori sociali”: cassa integrazione, prepensionamenti e indennità di mobilità. Solo per la prima voce, in un decennio l’onere per le casse dello Stato risulta di 1.228 miliardi di lire. Altri 700 miliardi pubblici sono stati spesi per prepensionare 6.600 dipendenti nel 1994, e altri 300 miliardi per le indennità di 5.200 lavoratori messi in mobilità.

IL REGALO DI PRODI: LE ROTTAMAZIONI

Per non parlare della legge che nel 1997 ha introdotto gli incentivi per le rottamazioni delle auto più vecchie: l’ennesimo regalo al colosso (dai piedi d’argilla) torinese, scaturito in questa forma inedita dalla fantasia del governo di Romano Prodi. Allo Stato quella legge è costata 2.100 miliardi di lire; poiché la Fiat aveva il 40% del mercato nazionale, ha ottenuto un beneficio di almeno 800 miliardi.

Solo negli anni Novanta dunque lo Stato ha dato al Gruppo Fiat 10 mila miliardi di lire, ricavandone circa 6.500 di imposte. La conclusione di Mucchetti è impietosa: «È curioso che i due terzi dei mezzi freschi immessi nella Fiat negli ultimi dieci anni provenga dallo Stato. E allora forse, tenuto conto che i risultati poco brillanti dell’azienda stanno inducendo i suoi padroni nella tentazione di liberarsene, ci si dovrà pur chiedere se ne valeva la pena».

http://www.uilmpotenza.it/Finanziamenti_statali_FIAT.htm

http://www.cadoinpiedi.it/2012/06/02/ecco_come_lo_stato_ha_foraggiato_la_fiat.html

http://www.beppegrillo.it/2010/01/fiat_aiuti_di_stato_da_esportazione.html

http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=8915

View original post

il Simplicissimus

Ci sarebbe da chiedersi dove sia finito il cattolicesimo sociale, in quale terreno carsico della storia sia scomparso, risucchiato dall’affarismo delle gerarchie e dalla loro longa manus politica. Di fatto nel mezzo della crisi e del declino dalla Chiesa è venuto solo la tacita o esplicita approvazione dei diktat finanziari e la contemporanea pretesa di salvaguardare esenzioni e privilegi fiscali, di sottrarre soldi alla scuola pubblica per darla a quella “privata”,  di mantenere le numerose e anacronistiche prebende con cui succhiano soldi come un’idrovora. Sanno come fare, hanno una millenaria esperienza in questo.

Niente partecipazione ai sacrifici e, a fronte di opere assistenziali che valgono una minima parte del ricco raccolto complessivo,  anzi si è assistito a un compunto silenzio di approvazione  dei massacri “necessari”, spalmati di opportuna ipocrisia predicatoria. E il silenzio è stato ripagato con il silenzio tombale nel quale sono finiti anche i timidi annunci di una…

View original post 692 altre parole

il Simplicissimus

E già, l’Europa, basta la parola. Così diceva la vecchia pubblicità di un medicamento che ha i medesimi effetti della cura Monti, ma  il contrapporre  l’unione continentale pour soi meme  a un supposto populismo, sarebbe solo un accademico non senso e a sua volta un populismo di ritorno, se non fosse che dietro quel nome si nasconde una politica. Letteralmente si nasconde perché i diktat e le ricette prive di senso che stanno affondando un continente non sono altro che la maschera economica di un progetto liberista e reazionario.

La dimostrazione l’abbiamo avuta chiaramente in questi giorni e  splende come un solitario sul velluto, anche se i media fanno finta di non accorgersene: due anni di  sgretolamento del welfare, dei diritti del lavoro, di attacco ai salari, di licenziamenti a cominciare dalla Grecia, passando per Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia, non hanno avuto alcun effetto sui cosiddetti mercati. Poi è…

View original post 688 altre parole

Quaderni socialisti

Guido Crosetto (Ansa)

“L’Italia va a cinque, sei o sette velocità e quella è la parte più brutta dell’Italia, perché non penso ci sia un camion di sabbia, un centimetro di asfalto o di cemento dove dietro non ci sia: a, la camorra e b, una degenerazione che in quella regione è fortissima“. Lo ha detto Guido Crosetto, parlamentare del Pdl, durante la trasmissione di Domenica In – L’Arena condotta da Massimo Giletti su Rai 1. Crosetto ha così commentato gli enormi costi dell’autostrada Salerno- Reggio Calabria in costruzione da ormai 50 anni: “Dico una cosa violenta: io ho dei colleghi che mi invitano in tutta Italia, ormai, che vado a parlare di economia. Io mi rifiuto di andare in Calabria, non vado, e sa perché? Perché non so con chi mi posso trovare a competere e quindi siccome non voglio, dopo cinque o dieci anni, trovarmi con qualcuno di cui mi…

View original post 13 altre parole

il Simplicissimus

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Accora troppo calcolare quante volte, anche su questo blog, abbiamo partecipato del lutto per il crimine collettivo, consumato in un bel mare che sa essere tempestoso, ostile, assassino.
Il ripetersi seriale sprofonda la notizia sempre più giù nei media, vivacizzata solo se si può vantare l’esclusiva della testimonianza del superstite, o l’immancabile dichiarazione governativa, oggi quella di Monti: è importante non far finta di non vedere. In verità il loro codice genetico, la loro ispirazione spontanea non è a far finta, non vedono proprio, non sentono, vivono in quella distanza, in quella separatezza che li esime dalla solidarietà, dall’appartenenza, dalla compassione e anche dalla responsabilità.
Pare che stavolta i sommersi siano 79. Le autorità indagano ma ormai c’è poco da accertare, il traffico di fame, disperazione, dolore, esistenze stremate e ferite è uno dei brand della criminalità in tutte le latitudini, promosso piu’ che tollerato…

View original post 740 altre parole

il Simplicissimus

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Non ci abitueremo mai alle battute infelici e inopportune della compagine governativa: oggi è la volta del ministro Passera, il più conteso dalla politica, quello del quale d’Alema ha detto “abbiamo bisogno di persone come lui”, insomma un altro “chiamato” in attesa di essere anche eletto, un altro uomo della provvidenza. Che alla provvidenza infatti, che con lui è stata particolarmente benevola, ci crede proprio. E infatti considera una manna, una felice congiunzione, un favorevole manifestarsi della buona sorte che ama il nostro paese e i suoi sani fondamenti la “fuga dei cervelli”, che secondo il collezionista di protettori potenti, sponsor muscolari e insuccessi manageriali, da Alitalia a Poste italiane, “è innanzitutto una buona notizia: vuol dire che abbiamo cervelli e che abbiamo delle buone scuole. Se ci portano via i nostri cervelli vuol dire che abbiamo buone scuole”.

Senza andare troppo a indagare sull’ideologia…

View original post 500 altre parole

Gruppo d'Intervento Giuridico (GrIG)

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico organizzano il ventunesimo Corso di Diritto Ambientale (ottobre 2012 – marzo 2013) suddiviso in quattro moduli, frequentabili anche singolarmente, presso la sede di Cagliari (Via Cocco Ortu n. 32):

primo modulo – tutela e pianificazione del territorio

  • tutela delle coste e pianificazione paesaggistico-territoriale (normativa urbanistica, paesaggistica, pianificazione, ecc.) – venerdi 26 ottobre 2012 (ore 18.30);
  • demani civici e diritti d’uso collettivi – venerdi 9 novembre 2012 (ore 18.30);
  • aree protette (parchi e riserve naturali) e tutela delle zone umide di importanza internazionale – venerdi 16 novembre 2012 (ore 18.30);

View original post 518 altre parole

il Simplicissimus

La Costituzione dovrebbe essere la legge fondamentale della Repubblica, qualcosa da cui trarre ispirazione oltre che senso della comunità nazionale. E’ invece diventata oggetto di un brigantaggio politico sguaiato e arrogante che  a seconda delle proprie convenienze ne fa la una sacrale e intoccabile foglia di fico per nascondere le vergogne della Repubblica, oppure un testo che può essere cambiato a piacimento quando deve servire alla sopravvivenza della casta politica.

L’ipocrisia dei partiti, degli apparti e dei capi bastone o delle alte cariche è talmente densa che a volte scopre il gioco e appare in tutta la sua miseria. Come ieri sera a Genova quando la Bindi, incalzata dalle domande sui matrimoni omosessuali, si è persino abbandonata a una battuta  da pretessa, dicendo all’interlocutore di Sel che i gay dovrebbero inventarsi un loro istituto. Peccato, una caduta di gusto e di intelligenza così grave che quasi quasi fa il paio con…

View original post 339 altre parole

il Simplicissimus

Massimo Pizzoglio per il Simplicissimus

Ormai il corto circuito che ha carbonizzato ogni collegamento tra la vita reale e quella che vedono gli amministratori pubblici è dilagato in tutto il paese fino agli ultimi rivoletti decisionali della macchina statale.
E ha colpito anche i collegamenti interni, già famosi per essere riottosi al dialogo.

Ieri, a Città del Capo, la città di Torino ha “vinto” l’organizzazione del congresso mondiale degli architetti del paesaggio nel 2016 stracciando la candidatura di Istanbul con, tra le altre, una carta vincente: il sistema dei parchi cittadini, storici e recenti, con la sua organizzazione, conservazione e progettazione futura.
Sul manifesto della candidatura campeggia una sontuosa veduta del Po e di quel polmone verde che è il nonno di tutti i parchi torinesi: il Valentino.
Nato nel ‘600, coccolato o trascurato, trasformato o conservato nei secoli, ha resistito con fatica e determinazione alla cementificazione selvaggia della città…

View original post 1.180 altre parole

Gruppo d'Intervento Giuridico (GrIG)

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato nel corso della seduta n. 44 del 5 settembre 2012 l’impugnativa davanti alla Corte costituzionale“della legge della Regione Veneto n. 25 del 6 luglio 2012, recante “Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1993, n. 50 “Norme per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio”, in quanto alcune norme, disponendo che alcuni tipi di appostamenti destinati all’attività venatoria possano essere esclusi dall’autorizzazione paesaggistica e realizzati anche in assenza di titolo, contrastano sia con le norme del Codice di beni culturali, sia con le disposizioni statali in materia di governo del territorio”.

E’ stata così accolta l’istanza (18 luglio 2012) dell’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus per l’impugnativa governativa del la legge regionale 6 luglio 2012, n. 25 (art. 127 cost.) per la palese violazione delle competenze statali costituzionalmente garantite in materia penale, di tutela 

View original post 300 altre parole

il Simplicissimus

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Una busta verde pallido che giace nella buca delle lettere riserva ormai brutte sorprese.
Certo, come pensava il poliedrico e pragmatico artefice della grande ristrutturazione delle poste, Corrado Passera, chi scrive più? il postino arriva estemporaneamente, almeno a Roma, quando ha accumulato un po’ di missive territorialmente omogenee: qualche fatture, la cartolina di zia Giuseppina, l’unica che si ricorda del tuo onomastico, l’offerta dei vini Giordano e Primavera Missionaria.
Che se poi deve invece consegnarti un’allarmante raccomandata non suona due volte come da tradizione letteraria, spesso non suona proprio: non ha voglia di parcheggiare lo schizzetto, di salire, di aspettare la firma, di vedere i tratti del tuo volto contrarsi per il terrore. Così ti lascia nella cassetta la cartolina, o il più innovativo scontrino o la minacciosa busta verdolina quella degli atti giudiziari, quella di Equitalia, quella dell’Agenzia delle Entrate.

Era dell’Agenzia delle Entrate…

View original post 1.064 altre parole

il Simplicissimus

Non ci voleva molto a capirlo, se si fosse voluto. Ma il Parlamento e buona parte dei sindacati hanno voluto essere sordi e ciechi, perché ce lo chiedeva l’Europa, quella Ue che fa fa festa solo sui massacri: ma la riforma dell’articolo 18 apre la strada ai licenziamenti indiscriminati. E infatti ieri abbiamo avutola le prime due espulsioni per “motivi economici” o “oggettivi” come dice ipocritamente la legge. E’ accaduto  alla Huawei Italia , l’azienda cinese che ha rilevato il network di Fastweb.

Una decisione “dolorosa” dice l’azienda che sostiene non trattarsi di un licenziamento, ma di un incentivo all’esodo, anche se in realtà una lettera di licenziamento esiste, almeno per una persona, come si può facilmente vedere: lettera licenziamento. Sta di fatto che la vicenda dell’impiegata “esodata” sta facendo scendere dal pero quella verità tenuta nascosta sul significato della modernizzazione firmata Monti – Fornero  con l’avallo di Pd…

View original post 410 altre parole