Il simplicissimus

Massimo Pizzoglio per il Simplicissimus

C’era una volta, tanto tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, anzi in una regione lontana lontana di quel paese lontano lontano una setta di rompiscatole che racimolò un certo numero di firme e propose una legge popolare.
Quella proposta prevedeva che gli adepti di quella setta, i Testimoni di Saòna, non solo potessero venire la domenica mattina presto a suonare al citofono, ma, per legge, potessero entrare a mettere le réclame nelle buche delle lettere.
Subito uno dei capi di uno dei partiti della maggioranza, la Bega, si impossessò di quella proposta e la fece sua, riportandola para para in consiglio regionale.
Prontamente il Partito Dopposizione che, appunto, stava all’opposizione si alzò come un sol uomo e gridò: “Giammai!”.
E malgrado tutti, compresa buona parte della maggioranza, la considerassero una fesseria e, avendo già bocciato da subito il primo articolo, pensassero di buttarla…

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