Archivi del mese: ottobre 2012

laimpertinente

Il vento della recessione soffierà ancora a lungo in particolare sull’Europa. Non lo dice solo l’economista  Fitoussi invitato speciale della prima puntata dell’evento televisivo di Celentano “Rock Economy” in onda ieri sera su canale cinque e che ha riscosso un boom di ascolti.

Le previsioni per niente rosee sono quelle del FMI, in occasione del World Economic Outlook presentato oggi a Tokyo. Negative le previsioni per l’Eurozona, in particolare per l’Italia con una recessione del  2,3%  e dello 0,07% nel 2013 oltre a un tasso di disoccupazione  destinato a crescere.

La cosa davvero allarmante è che nessuno all’interno del FMI sembra preoccuparsi delle devastanti implicazioni sociali  delle politiche di rigore su alcuni Paesi europei, in particolare in Grecia e Spagna. La prima, con le casse ormai vuote e con fondi a disposizione per arrivare fino alla fine di novembre se non arrivano gli aiuti di Bruxelles. La seconda…

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il Simplicissimus

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Domani, Uman Foundation, la Fondazione che vuole farsi interprete di una scommessa insieme agli attori della good society, quella “di mettere in sicurezza il welfare minacciato”, lancia il suo programma. Alla presenza – diranno gli ignari e ingenui lettori, di Amartya Sen? – no, di Mario Monti.
E come poteva essere diversamente? Uman Foundation, nata nel 2012 si prefigge lo scopo di connettere l’Italia con la filantropia internazionale e promuovere un capitalismo più umano. Intende “superare il concetto tradizionale di beneficenza e sviluppare anche nel nostro Paese una nuova cultura del “giving”, promotrice di innovazione e sviluppo”. Per fare questo, UMAN Foundation promuove la connessione virtuosa tra due attori: i grandi protagonisti dell’impresa italiana e l’impresa sociale, italiana e globale, in grado di realizzare progetti “a impatto positivo”.
Il ruolo di UMAN Foundation, sarà quello di facilitare un legame positivo tra chi dispone di grandi…

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il Simplicissimus

Qualcuno pensa che Monti sia stato chiamato per salvarci dal diluvio e ne rimane convinto anche se ha cominciato a piovere forte. Ma è un errore di prospettiva; il premier e il suo sponsor Napolitano stanno allestendo un arca nella quale salvare la classe dirigente italiana dall’inevitabile innalzamento delle acque. Nella barca, ancora in cantiere, ci si propone di salvare le specie più a rischio: il politico di lungo corso come il giovane maneggione, il capitalista senza capitale che si è insediato come un parassita sulle spalle del Paese così come quello che ha tratto dagli appalti pubblici la propria fortuna, la multiforme varietà di “mezzani” che sono la rete connettiva della corruzione  al pari dei grand commis  dell’amministrazione che hanno fatto del privilegio  e dei loro infiniti manini la loro ragion d’essere, il ladro così come il portatore di dei tanti conflitti di interesse grandi e piccoli.

Mentre tutti…

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il Simplicissimus

Massimo Pizzoglio per il Simplicissimus

C’era una volta, tanto tanto tempo fa, in un paese lontano lontano, anzi in una regione lontana lontana di quel paese lontano lontano una setta di rompiscatole che racimolò un certo numero di firme e propose una legge popolare.
Quella proposta prevedeva che gli adepti di quella setta, i Testimoni di Saòna, non solo potessero venire la domenica mattina presto a suonare al citofono, ma, per legge, potessero entrare a mettere le réclame nelle buche delle lettere.
Subito uno dei capi di uno dei partiti della maggioranza, la Bega, si impossessò di quella proposta e la fece sua, riportandola para para in consiglio regionale.
Prontamente il Partito Dopposizione che, appunto, stava all’opposizione si alzò come un sol uomo e gridò: “Giammai!”.
E malgrado tutti, compresa buona parte della maggioranza, la considerassero una fesseria e, avendo già bocciato da subito il primo articolo, pensassero di buttarla…

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il Simplicissimus

Anna Lombroso per il Simplicissimus

Ieri in un incantevole contesto persuasivo di riflessioni edificanti e di suscitare sentimenti di amore universale, è stata inferta una potente picconata, da una vibrante alta carica, alla laicità e alla necessità che una conversione morale del Paese investa i cittadini per ricondurli al rispetto della democrazia, della solidarietà e delle leggi degli uomini a prescindere da quelle che il loro Dio impone nel chiuso di ogni personale religiosità e confessione religiosa. Se sceglie il peraltro encomiabile cortile dei Gentili e non le aule del Parlamento o la Conferenza Stato Regioni e la Corte Costituzionale, condannata a schierarsi i contenziosi ma inabile a fronteggiare le offese alla Carta.

E proprio ieri, qui, Licia Satirico lamentava l’assenza e quindi raccomandava il formarsi di   “uno schieramento politico che si definisca laico”.  Temo che continuerà ad essere delusa: trasversale alle formazioni partitiche è sempre consolidata l’indole al compromesso…

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Quaderni socialisti

di Vladimiro Giacché da Pubblico

La Corte fa due conti: e boccia il governo tecnico. Il linguaggio garbato, gli sparsi riconoscimenti all’operato del governo e qualche richiamo ai vincoli europei non devono ingannare: l’audizione della Corte dei Conti davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato è stata una sonora bocciatura del governo dei tecnici.

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il Simplicissimus

Da anni va avanti il massacro delle risorse della scuola e dell’università, taglieggiate per mantenere lo spreco di risorse e i tanti magna magna che pervadono il Paese. Da anni in nome di un’ambigua modernizzazione di stampo liberista uno dei settori più delicati e certamente il più strategico in assoluto viene gestito da ignobili capre come la Gelmini o l’attuale nullità che è giusto un vago Profumo di qualcosa che non dico, attorniati e sostenuti da una genia di soloni superficiali, incompetenti e acchiappacitrulli di cui un esempio è descritto in un intervento di Sylos Labini (qui). Un quadro desolante che contrasta invece con i ricchi premi alle scuole private cattoliche cui è riservato un occhio di straordinaria attenzione per ragioni elettorali al quale si aggiunge l’onere di mantenere oltre 22 mila insegnanti di religione designati dai vescovi e per lo più ignari del precariato.

Così la modernità…

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il Simplicissimus

“Il governo assicura che la ripresa ci sarà, ma intanto…”. Stamattina mi sono svegliato e ho ritrovato l’invasione delle menti attraverso le parole e le modalità linguistiche dell’asserzione. Per fortuna che era il telegiornale de La7, quello che dovrebbe essere più critico. Tutti i dati dicono che nel 2013 il pil diminuirà ancora e peraltro dal governo vengono conti ingarbugliati in una confusione assoluta: lo stesso Monti alla conferenza stampa sullo sviluppo e il contenimento dei costi della politica, alla domanda “quanto si risparmierà?” non sa rispondere e s’imbarazza, per non parlare di Patroni Griffi, il terremotato di lusso, dice di non aver fatto alcun calcolo, per non parlare delle evanescenti narrazioni di Passera.

Ma il film Luce ci dice che l’immancabile ripresa finale è assicurata. Non è troppo difficile farlo credere, anche se vi fosse la lucidità di comprendere il marasma nel quale si cerca di far fronte agli…

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il Simplicissimus

Abbasseremo le tasse. Non si capisce come il miracolo sia possibile visto che dall’anno prossimo dovremo pagare 50 miliardi in più a causa del fiscal compact, insieme ad un’altra bella fetta dovuta all’aumento degli interessi sui titoli di stato e per di più con un vistoso calo del Pil: se fosse possibile, non ci sarebbe stata alcuna ragione per alzarle quando non c’era questo onere. Ma ormai è evidente la trasformazione antropologica dell’uomo Monti in premier: la sopite ambizioni e l’arroganza di fondo tenuta sempre a bada, fuoriescono come da un geyser e comportano uno sconfinamento nel territorio della menzogna palese o dell’inganno deliberato. Lui lo annuncia, i giornali lo scrivono, la tv lo dice e qualcuno ci crederà.

Naturalmente quello dell’abbassamento delle tasse è solo un modo per sterilizzare Berlusconi e conquistare all’agenda Monti la mandria degli ex Pdl che muggisce smarrita senza il capobranco e si scorna. Ma…

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il Simplicissimus

Licia Satirico per il Simplicissimus

La morte della laicità si annuncia con epifanie parallele: è il crocifisso nuovo di zecca nelle aule e agli ingressi del Pirellone in espiazione post-corruttiva, sono le associazioni integraliste che potranno infestare le strutture sanitarie della Regione Veneto, sono gli eserciti di obiettori di coscienza che vanificano lo spirito della 194, sono i matrimoni gay “incivili”, sono i commenti agitati di Bagnasco sulla fecondazione assistita, sono le dispute infinite sul testamento biologico. È il rivo strozzato che gorgoglia, l’accartocciarsi della foglia riarsa, il cavallo stramazzato. La sonnolenza del meriggio è quella di un intero Paese ormai disorientato, che rinuncia alle idee anche per l’inettitudine degli attuali schieramenti politici ad esprimerle.

La cleropositività, si sa, è un formidabile strumento di ricerca del consenso, di aggregazione sociale e di convergenza elettorale. Ancora lontana la speranza di una cura: la scienza è impotente di fronte alla catechizzazione del…

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il Simplicissimus

Anna Lombroso per il Simplicissimus

C’è qualcosa di tremendamente infame e vigliacco nei maldestri tentativi che vengono periodicamente condotti di manomettere una legge dello Stato, peraltro severa e ancora largamente inapplicata, per via di poco credibili casi di coscienza e che rispondeva all’obbligo civile e morale di sanare il perpetrarsi di delitti contro le donne, consumati nella clandestinità e nella speculazione a volte mortale.
E duole che spesso queste basse manovre di bottega vengano compiute da quadri della politica che dovrebbero per appartenenza rispettare criteri di libertà e laicità, ma che più o meno esplicitamente invece ubbidiscono all’esigenza di compiacere alleati di matrice confessionale. Parlo di alleati e non di elettori, perché questo Paese disgraziato ha dimostrato invece di pensarla diversamente da loro in occasione di uno dei tanti referendum imposti per far regredire i diritti, perfino quello all’acqua, a prerogative da “consumare” in opaca e colpevole clandestinità o in…

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il Simplicissimus

Ma guarda che sorpresona: la Corte dei conti riconosce che sarà difficile anzi pressoché impossibile raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 perché le stangate affossano l’economia e quindi il gettito tende a diminuire nonostante l’aumento delle tassazioni. Anzi proprio quest’ultimo funziona come ulteriore fattore depressivo. E’ quello che è successo in Asia negli anni ’90, in Sudamerica all’alba del secolo ed ciò che succcede in Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo, ma anche, sia pure a un diverso livello, nei Paesi più ricchi. Ormai è un fatto empiricamente dimostrato che la sottrazione di diritti del lavoro e dunque la diminuzione dei salari e/o la precarizzazione unita all’attacco del welfare peggiora i conti invece di migliorarli.

Tuttavia come se il capitalismo finanziario soffrisse di autismo continua a ripetere le medesime frasi, a dare le medesime ricette, estraniato dalla realtà o calato solo in quella dei centri bancari e dei potentati economici.  I…

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Quaderni socialisti

 La prova del Golpe troika

Nelle parole del senatore Massimo Garavaglia, intervenuto in un convegno a S.Ambrogio il 21 settembre 2012, la descrizione del ricatto finanziario cui fu sottoposto lo Stato italiano. La troika (Bce e Ue; il Fmi faceva il palo) estorse le dimissioni del Governo in carica e il sostegno forzoso al Governo Monti, minacciando di non comprare per due mesi titoli di stato italiani.

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