Archivi del mese: novembre 2012

il Simplicissimus

Tanto lodò che piovve. La disgraziata scelta del Pd di appiattirsi su Napolitano e Monti non ha pagato, anzi è stata una trappola: il gatto e la volpe dell’allevamento Merkel non hanno nessuna intenzione di rischiare che il centro sinistra arricchito da pericolosi bolscevichi come Vendola, sia l’unico a governare. Non basta nemmeno che la finanza stia foraggiando Renzi, il giovane nano, non basta che il partito sia totalmente paralizzato dai conservatori centristi che hanno così poca anima che non sono riuscita a fonderla con quella riformista. Nemmeno basta la sconsolata assenza di idee progressiste. Non si fidano. E dunque, dopo l’affondamento dell’Idv tramite televisione,  hanno affidato a Casini, il sicarietto ogni stagione, l’agguato che ha portato al 42,5% del voto il livello oltre il quale scatta il premio di maggioranza nel futuro montellum che il re della repubblica non si stanca di chiedere col vibrafono.

Il risultato è che…

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Per quanto possa sembrare incredibile nella “narrazione” su Pino Rauti, dai coccodrilli alla narrazione dell’epica della scena di Fini ai funerali, manca la parola chiave: fascismo. Proprio non è uscita dalle penne e dalle bocche dei commentatori nonostante i saluti romani, le croci celtiche e quello spirito da squadraccia, che persino la figlia di Rauti ha stigmatizzato, dando ai partecipanti alla gazzarra dei vigliacchi che si sfogano ai funerali, ma non hanno osato dire nulla prima.

Ed è molto strano  che quella parola manchi, perché se c’è stato un vero fascista nel Msi e più in generale nella destra italiana, quello è stato proprio Rauti. Tanto fascista da non essere nostalgico, da non lasciarsi trascinare da simbologie di un passato che in quella forma non sarebbe più potuto tornare. Le tesi dello “sfondamento a sinistra” sono state spesso prese come un segnale di distacco quando invece erano una strategia per…

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Bene, non c’è più bisogno che vi affanniate a seguire l’iter per andare a votare alle primarie del Pd, è già tutto stabilito: “se diventerò presidente del Consiglio, darò un posto da ministro a Renzi”  ha detto Bersani a Torino. Ora delle due l’una o Pierluigi “è asciuto pazzo” e davanti ai nostri occhi sta tentando un  suicidio, oppure si è lasciato disinvoltamente scappare i termini di un accordo da proporre o forse già raggiunto, non solo tra i due contendenti, ma tra le costellazioni di potere che li appoggiano. L’altro giorno ho scritto che il dilemma proposto dalle primarie Pd per il futuro del Paese è tra l’essere entusiasticamente di destra con Renzi o rassegnatamente di destra per necessità con Bersani. Ma alla luce dell’offerta bisogna dire che probabilmente le differenze sono ancora più piccole e sfumate:  la battaglia si svolge più sul campo delle poltrone che su…

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Anna Lombroso per il Simplicissimus

Adesso abbiamo la certezza che la natura matrigna non ha dotato La Fornero del punto G, secondo Grillo. Lo abbiamo appreso ieri quando l’incauta ministra, convocata da una improbabile associazione apolitica di liceali bramosi di abbeverarsi alla sua personale decodificazione dell’altrettanto improbabile riforma del lavoro, ha chiesto che venissero messi alla porta gli indesiderati giornalisti. I quali, per una volta sollevatisi dalla proverbiale posizione prona, si sono ribellati all’ingiunzione, restando seduti ai loro posti nella non affollata sala. E lei: «Va bene, ha detto sconsolata. Ma se è così sarò costretta a parlare molto più lentamente, perché dovrò pensare ogni parola. Ma saranno gli errori a fare i titoli, perché succede sempre così: tu parli per 40 minuti e dici cose sensate e positive. Poi ti scappa una parola, e basta quella per fare il titolo, basta quella per determinare dibattiti che durano settimane. E…

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Post scritto il 12 luglio scorso, in cui si prevedeva che l’opera sarebbe stata bocciata dalla Francia

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Licia Satirico per il Simplicissimus

Il concetto di ponte suggerisce l’idea del collegamento tra differenti realtà. Il ponte sullo Stretto, invece, evoca esattamente – unico caso al mondo – l’idea opposta: divide, dilania, preoccupa e angoscia. La saga va avanti da moltissimo tempo e la presenza fisica del ponte è, per alcuni aspetti, addirittura irrilevante. Il ponte tra Scilla e Cariddi è un’opera pubblica che agita fondi e ricerche anche se non c’è: la sua assenza è produttiva almeno quanto la sua indesiderabile presenza, a giudicare dalle attività della società “Stretto di Messina”.
Dove un tempo abitavano le sirene, ora si agita una chimera cavalcata da forze politiche trasversali, sbandierata a fasi alterne come infrastruttura necessaria in un territorio privo di infrastrutture, col solito pressing dell’Europa lungo l’asse Palermo-Berlino: un ponte delle meraviglie che avrebbe potuto collegare Messina a Reggio Calabria ma anche a Reggio Emilia, stando alle pompose dichiarazioni…

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Non avevo dubbi che da Marchionne ci si potesse aspettare un comunicato da padrone delle ferriere, quello che poi è stato frettolosamente corretto da qualcuno più intelligente. Il fascista che è in lui si rivela non solo nelle “vendette”  inconcepibili in un Paese democratico dove al minimo la legge e le sentenze vengono formalmente rispettate, ma divampa anche nelle parole senza controllo dove converge tutta la scadente sottocultura della classe dirigente italiana, l’arrogamza del potente e l’angoscia per una sempre più evidente inadeguatezza. Licenziare i 19 operai discriminati perché appartenenti a un sindacato che alla Fiat non piace, è una mascalzonata ricacattoria, così come giustificare questo comportamento dicendo che sono  “oppositori storici” è  talmente grottesco e  infantile da lasciare senza fiato.

Marchionne uomo di finanza balzato per insondabili motivi alla guida di un gruppo industriale che sta distruggendo, avrebbe forse bisogno di curarsi  e magari anche di fare buone letture…

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