Venezia, obiezione d’indecenza

Il simplicissimus

TYP-459307-4760318-abortoAnna Lombroso per il Simplicissimus

Spesso scrivo di Venezia, per campanilismo dell’anima, si dirà. Ma è che ci sono città che subiscono dei test della barbarie: se resistono, se i cittadini non insorgono, se la comunità mondiale che guarda ad esse  come a tesori preziosi e inimitabili, da curare e conservare, allora tutto è possibile: oltraggi ai monumenti, derisioni della bellezza, affronti agli abitanti.

La polizia che mena e intossica di lacrimogeni cittadini armati di bandiere festosamente irridenti il business bugiardo delle crociere, amministrazioni pubbliche che si fanno comprare da multinazionali delle vacanze in gregge, da vecchi marpioni che vogliono tirar su il loro mausoleo ai danni dell’ambiente e della sicurezza, la chiusura forzata e prepotente di un inoffensivo luogo di incontro di ragazzi, in un bel campo amico della socialità, come se il suono di un “mandolino amplificato” fosse offensivo per la collettività più delle invasioni di turisti per…

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