Archivi Categorie: CRONACA E STORIA

SOLIDALE COL POPOLO GRECO.

 

CONTRO L’EUROPA DEGLI SPECULATORI E DEI BANCHIERI, UNA VERA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE!!!

NESSUNO SI ILLUDA. CON LA COMPLICITA’ DEL GOVERNO MONTI, ANCHE ALL’ITALIA POTREBBE SUCCEDERE CIO’  CHE STA SUCCEDENDO AI CITTADINI GRECI, DI ESSERE RIDOTTI ALLA FAME.

 

MESSAGGIO PER BERSANI DALL’OLTRETOMBA: 

 

 

 

 

NOZZE PRINCIPESCHE E BEATIFICAZIONE: EVENTI MEDIATICI TOTALIZZANTI

     Ieri mi ero limitato a pubblicare su questo blog un brevissimo post sulla beatificazione di Giovanni Paolo II composto esclusivamente dal titolo, preso dal Vangelo, “BEATI QUELLI CHE HANNO FAME E SETE DI GIUSTIZIA” ed, in mezzo alle 3 foto che ritraevano il Papa accanto a Pinochet, avevo aggiunto il piccolo commento: “QUEL GIORNO IL POPOLO CILENO AVEVA PERSO LA LIBERTA’ ED AVEVA VISTO ASSASSINARE IL SUO PRESIDENTE DEMOCRATICAMENTE ELETTO, SICURAMENTE SARA’ RIMASTO AFFAMATO ED ASSETATO DI GIUSTIZIA!!! PERCHE’???”.

     In un blog amico avevo letto un post nel quale si parlava piuttosto negativamente degli effetti mediatici delle nozze principesche in Gran Bretagna e mi era sembrato utile commentare associando a quell’evento mediatico, criticato, l’altro che era in atto a Roma, con televisioni e folle oceaniche da tutto il mondo, chiedendomi come mai i Papi portati o proposti agli onori dell’altare fossero per lo più quelli che avevano familiarizzato con i dittatori fascisti, da Franco a Mussolini, da Hitler a Pinochet.

     Il mio commento-domanda ha imbarazzato non poco l’amica titolare del blog che me lo ha comunicato direttamente ed alla quale ho chiesto scusa non per il contenuto del mio commento ma per l’imbarazzo causatole e per il suo spazio utilizzato.

     Oggi, quindi, ritengo utile, per sciogliere tutti gli imbarazzi dovunque si trovino, precisare meglio il mio pensiero alla luce dei documenti di cronaca, quasi ormai storia, che hanno caratterizzato il pontificato di Giovanni Paolo II incrociando o sovrapponendosi ai molti misteri degli ultimi decenni,

     Nessuno, credo, potrà negare le critiche che sono state rivolte dalla stampa nazionale ed internazionale ma anche dall’interno delle stesse gerarchie ecclesiastiche a tutti i livelli nel corso del suo lungo pontificato.

     Una delle critiche più brucianti e più documentata fu quella rivolta a Giovanni Paolo II di aver sostenuto tutti i sistemi politici e le dittature di destra con l’intento di contrapporsi al comunismo.

     In particolare, come ho fatto io ieri, gli sono stati sempre rimproverati i suoi rapporti così cordiali con il dittatore cileno Augusto Pinochet le cui mani grondavano sangue ma che non ha esitato ad abbracciare pubblicamente ed a manifestargli solidarietà quando fu arrestato in Gran Bretagna per essere Estradato in  Spagna oltre ad effettuare indebite pressioni sulle autorità inglesi per bloccarne il processo di estradizione.

     Nessuno, credo, abbia dimenticato i rimbrotti rivolti all’arcivescovo salvadoregno Oscar Romero che difendeva i poveri del suo Paese, e che sarà assassinato per la sua opposizione al governo golpista dittatoriale, e l’invito che gli aveva rivolto, con il tono di un ordine, di “sforzarsi di avere una relazione migliore con il governo del suo Paese e di non avvicinarsi troppo alle forze di opposizione”.

     Altre critiche furono rivolte al Papa sia per i suoi atteggiamenti verso la politica in America latina. sia, principalmente, per la proclamazione del cardinale Pio Laghi aspramente criticata dalle Madri di Plaza de Mayo e da tutte le altre associazioni a favore delle vittime della dittatura che accusavano la contiguità o la complicità, addirittura, del cardinale Laghi con la “guerra sporca” in Argentina e sia, infine,  per il suo inspiegabile silenzio sui “desaparecidos”.

     Non mancarono nemmeno le critiche per stigmatizzare la canoniazzazione di Josemaria Escrivà, fondatore dell’Opus Dei, considerata una setta ultraconservatrice ed accusata anch’essa di sostegno alle dittature di destra latinoamericane.

     E che dire dell’atteggiamento così chiuso di Giovanni Paolo II sul ruolo della donna nella società e nella Chiesa? Dell’indisponente e per nulla caritatevole sua presa di posizione sull’omosessualità, in generale, e sull’AIDS, nonostante la pandemia dilagante in tutto il mondo, specialmente nei Paesi più poveri? Del silenzio totale sui casi di pedofilia nel clero con l’intento di minimizzare gli scandali sin dal loro sorgere in America del Nord?

     Illuminate è la lettura di “WOJTYLA SEGRETO”


( Edizione Chiarelettere), la prima vera “contro-inchiesta” scritta dal vaticanista della “Stampa” Giacomo Galeazzi e dallo scrittore d’inchiesta Ferruccio Pinotti, un lavoro senza sconti o compiacimenti, i cui punti essenziali sono stati riassunti in esclusiva per ilfattoquotidiano.it dallo stesso Pinotti:

– WOJTYLA E L’UOMO DELLA CASA BIANCA:

     Di grande interesse l’intervista a Zbigniew Brzezinski, il potentissimo consigliere strategico della Casa Bianbca di origine polacca che teorizzò l’uso della religione cone strumento per distruggere l’impero sovietico, sostenendo a Est la resistenza polacca e la Chiesa del silenzio; a sud i mujaeedin che in Afghanistan contrastavano i societici.

–  SOLIDARNOSC E I SOLDI DI ROBERTO CALVI:

     Nel biennio 1980-81 il Banco ambrosiano, tramite il suo presidente Roberto Calvi inizia a versare capitali enormi al sindacato di Walesa. Tutto è avviato nella più assoluta segretezza.La cittadella di Solidarnosc ha bisogno di aiuto; la battaglia di resistenza in Polonia è solo una tappa nel più impegnativo confronto con l’impero sovietico. Insieme a Roberrto Calvi è Marcinkus, l’anima nera dello Ior, la banca del Vaticano. Marcinkus sarà la figura chiave della politica di papa Wojtyla contro il comunismo. Con Roberto Calvi, Marcinkus imbastisce una rete di società fantasma nei paradisi fiscali di mezzo mondo, dove arrivano fiumi di soldi. Forte della benedizione vaticana, Calvi allaccia relazxioni pericolose con Michele Sindona e il giro della Loggia P2, di cui è affiliato. Panama, Lima, Managua: arriva il tesoro per sostenere Solidarnosc. Roberto Calvi fugge all’estero braccato dai creditori. Finirà la sua corsa il 17 giugbno 1982 sotto un ponte di Londra, appeso a una corda con dei mattoni nelle tasche. Solo pochi giorni prima aveva scritto una lettera drammatica indirizzata a Giovanni Paolo II.

– P2 E I SOLDI DELLA MAFIA:

     Anche la Loggia P2 approvava i finanziamenti anticomunisti al sindacato polacco. Perfino la mafia sarebbe coinvolta nel progetto del Papa di fare a pezzi il blocco comunista. Dagli atti giudiziari del processo Calvi emerge infatti che nella lotta al comunismo sarebbero stati investiti anche soldi frutto delle speculazioni edilizie della mafia in Sardegna. Il pm Luca Tescaroli, intervistato da Pinotti e Galeazzi, è stato il primo magistrato che, con il suo lavoro, è riuscito ad evidenziare come la banca di riferimento del Vaticano, strettamente legata allo Ior, fosse divenuta negli anni Settanta e Ottanta strumento del riciclaggio di denaro mafioso. Soldi utilizzati dal papato per contrastare il comunismo nell’est europeo e in America Latina.

– ALTRO CHE FONDAZIONE DI BENEFICENZA:

     Pinotti e Galeazzi sulla base di un documento pubblicato in appendice del libro,  ricostruiscono il rapporto segreto che legava papa Wojtyla al vescovo 007 monsignor Pavel Hnilica che nel 1951 dovette fuggire a Roma dove negli anni ’60 fondò la misteriosa Fondazione Pro Fratribus dedita all’assistenza dei profughi dell’Est ma in realtà strumento per convogliare aiuti alla resistenza anticomunista in tutta l’Europa orientale. Gli autori pubblicano scannerizzati tutti gli assegni della Pro Fratribus che documentano il vorticoso giro di denaro meso in pedi dal vescovo 007 amico di Wojtyla sin dal dopoguerra. Pubblicano anche l’assegno da 1,5 miliardi con il quale Hnilica cerca di comprare da Flavio Carboni la valigetta di Calvi contenente i documenti con cui intendeva ricattare il Papa.

– UNA DECISIONE POLITICA:

     Pinotti e Galeazzi ritengono inopportuna la beatificazione lampo di Wojtyla ed ancor più rischiosa la probabile canonizzazione c ome sostenuto dalla testimonianza prodotta dal teologo Giovanni Franzoni al processo di beatificazione. Un documento nel quale ilcoraggioso sacerdote esplicita le ragioni per le quali Wojtylq non può e non deve diventare santo: “””E’ mio dovere elencare i gravi dubbi che non si possono tacere. Mi rendo conto che alcune mie affermazioni sembreranno inaudite. L’ansia con cui molti ambienti lavorano alla beatificazione ha poco di evangelico. Chiedo che Wojtyla sia lasciato al giudizio della Storia”””.

     INFINE L’INTERVISTA AL TEOLOGO HANS KUNG RILASCIATA ALLA FRANKFURTEN RUNDSCAHU COL TITOLO “””WOJTYLA? NON MERITAVA LA BEATIFICAZIONE”””  E PUBBLICATA ANCHE DA REPUBBLICA DI SABATO 30 APRILE, TRADOTTA DA ANTONELLO GUERRERA.

“””PROFESSOR KUNG, GIOVANNI PAOLO II MERITA LA BEATIFICAZIONE?

     Giovanni Paolo II è stato globalmente lodato come un combattente per la pace e per i diritti umani. Ma quello che ha predicato all’esterno è in totale opposizione con la sua politica all’ingerno della Chiesa, dove ha esercitato un pontificato autoritario, opprimendo i diritti delle donne e dei teologi. Per questo non merita di essere presentato ai fedeli come un esempio.

CERTO, PERSONALITA’ IMPONENTI COME GIOVANNI PAOLO II SCATENANO SEMPRE UNA CERTA OPPOSIZIONE.

Il problema non è dover beatificare uomini imperfetti, ma personaggi i cui errori hanno costituito le basi del proprio operato. Bel processo di beatificazione, i lati oscuti di Giovanni Paolo II non sono stati tenuti assolutamente in considerazione. Non c’è da meravigliarsi se a tel proposito il Vaticano non voglia ascoltare testimoni come il sottoscritto.

LEI COSA AVREBBE TESTIMONIATO?

Personalmente, ho pur sempre costituito il primo grande caso di inquisizione promosso da questo Papa. Non mi ha dato la possobilità di difendere le mie posizioni teologiche per le quali mi è stata ritirata la cattegra di teologo cattolico ufficiale nel Natale del 1979. Eppure era palese che Papa Wojtyla non avesse letto neanche uno dei miei libri. Ma questo non lo frenava a condannarli. Di qui si evince come questo Papa sia stato intollerante e contrario al dialogo. Del resto, il suo comportamento nei confronti dei teologi sudamericani della liberazione è stato l’esatto opposto che un esempio cristiano dovrebbe rappresentare.

MA LEI NON PENSA CHE POSIZIONI SU TEMI QUALI IL CELIBATO SACERDOTALE SIANO AMPIAMENTE CONDIVISI DALLA CHIESA E DAI SUOI FEDELI?

L’obbligo del celibato nasce da un abuso di potere pontificio nel Medioevo. E’ stato introdotto solo nell’XI secolo, infrange la tradizione della Chiesa e, ancor peggio, il Vangelo. Gesù ha consigliato, non imposto, il celibato. Perciò questo dogma deve essere abolito.

E L’ORDINAZIONE SACERDOTALE DELLE DONNE?

Questo è un caso un po’ più complicato perchè nella cerchia dei Dodici Apostoli c’erano effettivamente solo uomini. Tuttavia sin dall’inizio le donne hanno accompagnato Gesù nella sua missione edd è certo che le donne nelle prime comunità ecclesiastiche abbiano costituito parte attiva delle funzioni religiose. Ma tutto questo viene messo a tacere dalla Chiesa.

PIU’ IN GENERALE, COSA PENSA DEI PROCESSI DI BEATIFICAZIONE E CANONIZZAZIONE?

In origine erano i fedeli, per mezzo della loro inflessibile devozione, a decidere se qualcuno meritasse di diventare santo. Ad esempio, Francesco di Assisi è stato canonizzato dal popolo. Di questo processo, dal 1200 in poi, la curia romana ne ha fatto un privilegio papale. Ciò ha spesso trasformato un buon uso in abuso.

SECONDO LEI QUESTO SI VERIFICA ANCHE OGGI?

Mi sembra logico. Il successore canonizza il Papa precedente, una pratica già vista a Roma in epoca imperiale, quando sistematicamente gli imperatori paragonavano il loro predecessore a Dio. I processi di beatificazione e canonizzazione servono al Papa per mettersi in mostra. Come un sovrano assolutista, Benedetto XVI ha infranto il diritto canon ico per poter beatificare alla spiccia Giovanni Paolo II mediante l’aggiramento dei termini temporali stabiliti e l’approvazione di una delle più dubbie guarigioni miiracolose.

CON QUALI VANTAGGI?

Probabilmente l’attuale Papa crede che, beatificando il suo predecessaore, possa cancellarne tutte le malefatte. Dimentica, però, che con l’individuo viene beatificata anche la sua politica. Wojtyla e Ratzinger sono i massimi responsabili della malattia cronica di cui è affetta la Chiesa cattolica. Dietro la sfarzosa facciata di pomposità della grande liturgia romana, in tante comunità cattoliche si staglia un vuoto assoluto.

PERO’, ALL’EPOCA DELLA MORTE DI GIOVANNI PAOLO II NEL 2005, SONO STATI PROPRIO I FEDELI A CHIEDERNE L’IMMEDIATA CANONIZZAZIONE.

Ma il “Santo subito” è stata un’esortazione pilotata. Me li ricordo gli striscioni “>spontanei” di Piazza San Pietro: tutti di stampa meticolosa, raffinata. E’ stata una palese messa in scena da parte di gruppi cattolici, conservatori e reazionari, che sono molto forti soprattutto in Spagna, Italia e Polonia.

SI DICE CHE LO SCANDALO DELLA PEDOFILIA NELLA CHIESA CATTOLICA AVREBBE POTUTO COSTITUIRE UN OSTACOLO PER LA BEATIFICAZIONE  DI GIOVANNI PAOLO II. PERCHE’?

Anche in Vaticano fa discutere il rapporto decennale del Papa con il sacerdote messicano e fondatore dei Legionari di Cristo Marcial Maciel Degollado, colpevole di svariati abusi sessuali. Sino alla fine dei suoi giorni, Giovanni Paolo II ha protetto Maciel. Allo stesso modo, l’entità degli scandali sessuali nella Chiesa, è stata sistematicamente nascosta sia da Wojtyla che dall’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della Chiesa, il cardinale Ratzinger.”””

     CE N’E’ ABBASTANZA PER PORSI DELLE DOMANDE EX GREGIS? IO CREDO PROPRIO DI SI’!



                          

  

PER ONORARE LA MEMORIA DI VITTORIO ARRIGONI

PER ONORARE LA MEMORIA DI VITTORIO ED A BENEFICIO DEI TANTI CHE NON CONOSCONO LE ORIGINI STORICHE DEI FATTI CHE LO HANNO PORTATO ALLA MORTE, HO DECISO DI RIPLUBBLICARE QUI I POST CHE AVEVO SCRITTO NEL CORSO DELL’AGGRESSIONE ISRAELIANA “PIOMBO FUSO” CONTRO L’INERME POPOLO PALESTINESE CHE VIVE NELLA STRISCIA DI GAZA.

“””04/01/2009 

GAZA: METODI NAZISTI DI UNA SEDICENTE DEMOCRAZIA.

           

Per  meglio comprendere e valutare ciò che avviene oggi nella Striscia di Gaza, non si può prescindere dall’analisi delle ragioni storiche, spesso ignorate dalla maggior parte dei cittadini, italiani e non solo, di un conflitto che da 60 anni insanguina quella terra.

     La cattiva coscienza del mondo, all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, quasi come atto risarcitorio nei confronti dei milioni di ebrei morti nei campi di sterminio nazisti, portò l’ONU, forse inconsapevolmente, in modo frettoloso, il 30 novembre 1947, ad approvare un piano di spartizione della Palestina allo scopo dichiarato di assicurare “due stati per due popoli”

     Il piano fu approvato dalle Nazioni Unite, a maggioranza, con 33 voti favorevoli e 10 astensioni ed assegnava, primo errore dell’ONU, il 56% del territorio agli Ebrei ed il 43% ai Palestinesi determinando, però,  di fatto e brutalmente, che almeno 250mila arabi sarebbero stati costretti, come in effetti avvenne, a lasciare le loro case ed intraprendere la strada dei campi profughi dai quali non fu mai concesso loro di rientrare.

     Il 14 maggio 1948, con la fine del protettorato inglese su quel territorio, venne proclamato unilateralmente, lo Stato di Israele. Ciò non fece altro che acuire i contrasti perchè i Palestinesi rigettarono, a quel punto, il piano di spartizione dell’ONU.

     Infatti, i territori che le Nazioni Unite avevano assegnato alla Palestina erano la Cisgiordania, Gerusalemme est e la Striscia di Gaza che, però, continuavano ad essere amministrati le prime due dalla Giordania e la terza dall’Egitto.

     Nel 1956, Israele, approfittando della crisi di Suez, attaccò l’Egitto ma venne, per fortuna,  fermato dalla comunità internazionale. Da subito, dopo questo episodio, si comprese la capacità aggressiva ed espansionistica, manu militare, del nuovo Stato.

     Nacque così, nel 1964, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (O.L.P.) che si prefiggeva lo scopo di dare la dignità di una propria rappresentanza ai Palestinesi, affrancandoli dalla dipendenza dai Paesi arabi.

     Nel 1967, scoppiò la guerra, detta dei sei giorni, con la quale Israele occupò la Striscia di Gaza, la Cisgiordania e Gerusalemme est. Nel 1973, Egitto e Siria attaccarono Israele. Fu la guerra del Kippur. Israele occupò il Sinai in Egitto e le alture del Golan in Siria. Solamente nel 1979, l’Egitto firmò un accordo di pace con Israele.

     Ebbero fine, così, i contrasti tra Israele e gli Stati arabi e, da questo momento in poi, allo Stato di Israele si contrappose solo l’O.L.P. .

     Nel 1982, Israele invase ed occupò la parte meridionale del Libano per distruggere, disse,  le basi palestinesi.

    Dal 1987 al 1992, i Palestinesi iniziarono contro Israele una forma di resistenza popolare chiamata “intifada”

     Nel 1993 furono firmati gli “Accordi di Oslo” ma restarono irrisolti i nodi principali da sciogliere: la nascita, dopo 45 anni dall’esistenza dello Stato di Israele, di uno Stato palestinese indipendente, il ritorno dei profughi palestinesi, il controllo delle risorse idriche e lo status di Gerusalemme.

     Nel 1994, anche la Giordania firmò un accordo di pace con Israele e nelle zone che dovrebbero diventare il futuro Stato palestinese incominciò una forma di autogoverno guidata dall’Autorità Nazionale Palestinese, con Arafat presidente.

     Mentre si riduceva la pressione internazionale per disinteresse dell’ONU, Israeliani e Palestinesi non riuscivano a trovare un accordo e la tensione ricominciò a salire sino a scatenare, nel 2000, dopo la provocatoria “passeggiata” dell’allora candidato premier Ariel Sharon sulla Spianata delle Moschee.

     Il conflitto, di fatto, incominciò a scemare dopo l’11 novembre 2004, alla morte di Arafat.

     Il governo israeliano e le principali potenze mondiali si dichiararono pronte ad un nuovo confronto con i Palestinesi.

     A gennaio 2005, venne eletto a successore di Arafat, Abu Mazen il dialogo riprese ed Israele decise di sgomberare la Striscia di Gaza, occupata dal 1967.

     L’esercito di Tel Aviv sgomberò con la forza i coloni israeliani che si erano installati e lasciò l’amministrazione ai Palestinesi.

     Il 25 gennaio 2006, però, le elezioni politiche in Palestina sancirono la vittoria del partito armato degli islamisti di Hamas.

     Oggi,  2009,  Israele è in agttesa di elezioni politiche previste per il 28 marzo per cui questi attacchi violenti e sconsiderati contro la Striscia di Gaza vengono considerati propaganda elettorale mentre, dopo 8 giorni di attacchi aerei e dell’invasione via terrestre dei carriarmati, sono morti oltre 440 palestinesi ed oltre 2000 i feriti tra cui,  molti,  gravissimi.

      

Per meglio comporendere l’esercizio muscolare di Israele nei confronti dei Palestinesi, è sufficiente ricordare che BEN 72 FURONO LE RISOLUZIONI DELL’ONU DI CONDANNA CHE ISRAELE NON HA MAI APPLICATO, NEMMENO UNA, GODENDO DELLA PROTEZIONE USA CHE PIU’ DI UNA VOLTA HA ESERCITATO IL SUO DIRITTO DI VETO IN SENO AL CONSIGLIO DI SICUREZZA, di fatto, non ha permesso nessun intervento per farle rispettare.

     Ed a proposito di Israele e del suo rispetto per le “REGOLE INTERNAZIONALI” e per le risoluzioni dell’ONU ma anche della sua pericolosità nucleare, è qui opportuno riportare quanto ha dichiarato Martin Van Crevel, professore di storia militare presso l’Università ebraica di Gerusalemme (http://www.rense.com/general34/esde.htm).  Nel corso di un’intervista avrebbe affermato che Israele ha la capacità di colpire con armi nucleari la maggior parte delle capitali europee: “””POSSEDIAMO DIVERSE CENTINAIA DI TESTATE NUCLEARI E DI MISSILI CHE POSSIAMO LANCIARE SU BERSAGLI IN TUTTE LE DIREZIONI, PERSINO VERSO ROMA. MOLTE CAPITALI EUROPEE SONO IL BERSAGLIO DELLA NOSTRA AVIAZIONE MILITARE”””.

     Lo stesso Crevel, avrebbe, inoltre, dichiarato che l’unica strategia significativa nei confronti del popolo palestinese è la “””DEPORTAZIONE COLLETTIVA””” e che l’attuale governo sta aspettando il momento giusto per farlo. Ed alla domanda se non si preoccupasse del giudizio e delle conseguenze internazionali qualora Israele attuasse tale deportazione di massa, Crevel avrebbe risposto citando quanto ebbe a dire l’allora Ministro della difesa israeliano Moohe Dayan “””ISRAELE DEVE ESSERE COME UN CANE RABBIOSO, TROPPO PERICOLOSO DI IMPORTUNARE. COMUNQUE LE NOSTRE FORZE ARMATE SONO LA SECONDA O TERZA POTENZA DEL MONDO. ABBIAMO LA CAPACITA’ DI PORTARE IL PIANETA ALLA DISTRUZIONE INSIEME A NOI E VI GARANTISCO CHE E’ QUELLO CHE SUCCEDERA’ PRIMA CHE ISRAELE SPARISCA”””.

     Per fortuna, non sono queste le dichiarazioni del grande scrittore ebreo David Grossman,    che ha perso un figlio in guerra,  “””ISRAELE HA DEI NEMICI CHE E’ IMPORTANTE ASCOLTARE”””, e di Adam Keller,      leader del gruppo pacifista israeliano Gush Shalom.. Adam Keller, raffigurato a fianco in una manifestazione di questi ultimi giorni, ha puntato l’attenzione sul collegamento tra le operazioni militari attualmente su Gaza e le prossime elezioni politiche in Israele. Infatti, egli ha sostenuto che la ministro degli esteri Tzip Livni e quello della difesa Ehud Barak, due dei principali candidati, hanno avuto in questi giorni una notevole ribalta mediatica che potrà trasformarsi in vantaggio elettorale alle prossime elezioni.

     Se così fosse, e forse lo è, quella di Gaza non è altro che una arrogante carneficina elettorale portata avanti con una logica ed una metodologia che avrebbe fatto invidia anche ai nazisti; un cosciente massacro del popolo Palestinese che tende solamente a bloccare anche il processo di pace ed a destabilizzare l’area rafforzando i due fronti integralisti, quello arabo e quello israeliano, prima che Bush, il teorico della guerra preventiva, esca dim scena e si insedi il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America.

     Intanto centinaia, forse migliaia di cittadini, vecchi, donne e balbini sono già morti e forse altri ne moriranno mentre nei giorni scorsi una nave pacifista di “FREE GAZA””” è stata speronata dalla Marina israeliana, piratescamente, in acque internazionali di frontge alla città di Haifa. A bordo della nave c’erano anche 4 medici ed una tonnellata di materiale sanitario destinato agli ospedali di Gaza dove i cittadini palestinesi, se non muoiono per gli effetti del fuoco israeliano, muoiono per mancanza di assistenza medica e di medicine.

     Il  “cane rabbioso”  di cui parlava Dayan, non si è limitato solo ad abbaiare mostrando i denti. Ha lacerto le carni vive dei civili inermi, con buona pace del nostro ministro degli esteri che ha parlato di diritto all’autodifesa di Israele. “””LA SECONDA O TERZA POTENZA MILITARE DEL MONDO””” contro “””UN ESERCITO DI STRACCIONI””” che, spesso, ha solamente i sassi da lanciare contro gli INVASORI.

     Questo è il concetto di democraziua propagandato dal governo italiano ed acriticamente accettato ed ingoiato, senza fare juna piega, dall’opinione pubblica che non c’è, neanche tra i miei interlocutori, i quali preferiscono parlare, scrivere e riflettere di altro che non richiede molto impegno sociale e morale.

     Ma, per cortesia, NESSUNO CONFONDA IL “””POPOLO EBREO””” CON LO STATO DI ISRAELE!!!

                                                                 A  G  G  I  O  R  N  A  M  E  N  T  O

05/01/2009:  Come previsto, gli USA si sono opposti alla risoluzione contro Israele che era stata presentata, per la discussione, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dalla Libia. (NEMESI STORICA! N.d.R. 30.04.2011).

     Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha avuto parole durissime per Israele, condannando le uccisioni di civili palestinesi e parlando di “SITUAZIONE DA INCUBO” a Gaza. 

     Ciò mentre l’ambasciatore USA all’ONU Khalilzad faceva sapere che gli USA si opporranno a qualsiasi risoluzione di condanna dello stato israeliano!

     Intanto, un’agenzia delle 08,43 di stamani informa che “””L’ESERCITO ISRAELIANO E’ ORMAI ARRIVATO FINO ALLA PERIFERIA DI GAZA CITY ATTACCABDO CON I CARRI ARMATI. VIOLENTI COMBATTIMENTI TRA MILITARI ED I MILIZIANI DI hAMAS SI SONO SVILUPPATI ATTORNO AL CENTRO ABITATO CHE VIENE COLPITO DALL’ARTIGLIERIA.ALMENO 500  PALESTINESI, FRA I QUALI 87 BAMBINI, SONO RIMASTI UCCISI DALL’INIZIO DELL’OPERAZIONE “PIOMBO FUSO”. “””.

     E, naturalmednte, il ministro Livni continua ad assicurare cge Israele sta conducendo un’operazione difensiva. SOLO LE FACCE DI BRONZO POSSONO FARE SIMILI AFFERMAZIONI!!!