“THE ECONOMIST” CI MANDA A DIRE…

          

     Nel numero in edicola da ieri, la copertina di l’Economist, un milione e mezzo di copie vendute ogni settimana, mette in risalto la foto del protagonista ed il titolo dell’articolo più importante della settimana: “””THE MAN WHO SCREWED AN ENTIRE COUNTRY”””   (L’UOMO CHE HA FOTTUTO UN INTERO PAESE) !

      Già 8 anni fa aveva pubblicato nella sua prima pagina una foto dello stesso protagonista titolando “””UNFIT TO LEAD ITALY””” (INADATTO A GOVERNARE L’ITALIA) e lo aveva ancora ribadito cinque anni fa titolando “””E’ TEMPO DI LICENZIARLO”””.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                Lo ha fatto ora, alla vigilia dei referendum, con uno speciale di 16 pagine sull’Italia nel quale l’autore del rapporto, John Prideaux, fotografa un Paese fermo che paga con la deludente crescita zero l’immobilismo dei governi Berlusconi (solo il Pil di Zimbabwe e di Haiti dal 2001 è cresciuto meno di quello italiano!) concludendo che “””L’ITALIA HA TUTTE LE COSE CHE SERVONO PER RIPARTIRE, QUELLO CHE SERVE E’ UN CAMBIO DI GOVERNO””” ed auspicando anche in una conferensa stampa per la presentazione del raspporto a Milano, “””UN NUOVO RISORGIMENTO PER L’ITALIA”””.

     E’ SUFFICIENTEMENTE ESPLICITO E COMPRENSIBILE PER NOI ITALIANI???

     Senza peli sulla lingua, Prideaux afferma che nel 2003 era già evidente e possibile prevedere che il  gigantesco CONFLITTO DI INTERESSE, sul quale peraltro, le sedicenti opposizioni avevano sonnecchiato, sarebbe stato letale per l’Italia ed oggi c’è la conferma che quanto previsto si è puntualmente verificato e continua a verificarsi.

     Ma “The Economist”, settimanale di area liberale, non dei cattivi comunisti, nel rapporto di John Prideaux, non si limita solo a questo ma insiste nella sua analisi sottolineando sia la vergogna degli scandali sessuali e degli “intrallazzi finanziari” dei quali sembra che gli Italiani non si siano ancora accorti o hanno colpevolmente tollerato per concludere che Berlusconi “””LASCERA’ DOPO DI SE’  UN PAESE IN GRANDE DIFFICOLTA'”””.  Come la Grecia? Come la Spagna? Come l’Irlanda? O peggio?

     E, cosa che non hanno mai fatto nè la TV di Stato, di fatto asservita alla concorrenza delle Tv berlusconiane, nè la stampa quotidiana e settimanale con qualche esile eccezione, il rapporto Prideaux non esita a dire che sicuramente Berlusconi avrebbe potuto fare di più SE AVESSE FATTO ALTRO “””ANZICHE’ DIFENDERE I SUOI INTERESSI PERSONALI TRA UNA BATTAGLIA GIUDIZIARIA E L’ALTRA”””.

     La cosa più grave dei governi guidati da Berlusconi, soprattutto di quest’ultimo, è che sottovaluta e nasconde i dati della crisi che attanaglia il Paese. Mentre l’Europa ci chiede di rispettare gli impegni aggiustando i conti disastrati rastrellando almeno 40 miliardi di euro entro il 2013, e Tremonti ne va alla ricerca disperata ma senza sapere se e come li troverà, Berlusconi parla di una cifra modesta di 3 miliardi di euro e tampina il ministro dell’economia per ridurre le tasse facendo nuovi regali a chi le tasse già non le paga o non le ha mai pagate e fa finta di ignorare che se BCE aumenterà, come sembra quasi certo, i tassi di interesse, gli Italiani (non lui!) diventeranno ancora più poveri sia perchè i mutui a tasso variabile costreranno di più e sia, soprattutto, perchè il nostro debito pubblico spaventoso, per il quale già adesso paghiamo di soli interessi 75 miliardi di euro all’anno, diventerà insopportabile per una economia gracile come la nostra.

     Ma, mentre il Paese è alla deriva, nella sua megalomania malata, Berlusconi, mentre i topi che gli stanno ancora a fianco prima di abbandonare la nave erodono tutto ciò che è possibile, delirando, dice di essere “in vetta delle considerazioni dei cittadini, di essere il più esperto tra i leader europei” e, addirittura che meriterebbe un monumento”

     C’è qualcuno che, attraverso il voto, anche quello di domani, è in grado di mettergli la camicia di forza prima che produca altri disastri?

     Altrimenti ha ragione l’Economist a scrivere che l’Italia è e resta “fottuta”!

       

A G G I O R N A M E N T O

     SECONDO NOTIZIE DIFFUSE DAL SITO INTERNET DI WANTED IN ROME CHE FORNISCE INFORMAZIONI UTILI AGLI STRANIERI RESIDENTI A ROMA, IERI MATTINA ALL’ARRIVO DEL SETTIMANALE INGLESE THE ECONOMIST ALL’AEROPORTO DI FIUMICINO IL NUMERO DELLA RIVISTA DI CUI HO PARLATO NEL POST SAREBBE STATO BLOCCATO RITARDANDONE LA DIFFUSIONE.

     IL DISTRIBUTORE DELLA STAMPA ESTERA EMILIANPRESS, HA CONFERMATO CHE I CONTAINER CON LE COPIE DELL’ECONOMIST SONO STATI BLOCCATI ALL’AEROPORTO PER UN’ISPEZIONE.

     COSE CHE POSSONO SUCCEDERE SOLO NELL’ITALIA DI BERLUSCONI E NEGLI ALTRI STATI DEI DITTATORI SUOI AMICI!!!   VERGOGNATI, ITALIA!!!     

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